TELL ME… ACTOR!

Da lunedì 24 a venerdì 28 aprile Ammirato Culture House - Lecce

 
Da lunedì 24 a venerdì 28 aprile  
Ammirato Culture House - Lecce
www.ammiratoculturehouse.org 
Info 329-9741727
 
TELL ME… ACTOR!
 
All'Ammirato Culture House il programma di residenze artistiche sul tema "narrazione di gesta e drammaturgia d’attore".
Ospite della terza sessione l'attore Flavio Albanese. Nell’ambito della residenza lo spettacolo "L'universo è un materasso (e le stelle un lenzuolo)"
 
 
 
Prosegue all'Ammirato Culture House di Lecce "Tell me... Actor!" il programma di residenze artistiche, curate dall'attrice Maria Chiara Provenzano con la direzione artistica del regista e attore Ippolito Chiarello, che fino a maggio ospiterà nel centro culturale leccese artisti con percorsi diversi ma accomunati dalla cifra espressiva della narrazione. Dopo la residenza dell'attore pugliese Enrico Messina, e quella di Vittorio Continelli e Luana Giacovelli, è la volta dell'attore e regista Flavio Albanese che sarà in residenza da lunedì 24 a venerdi 28 aprile. 
«Tell me Actor è un luogo d'incontro per una riflessione sul teatro» dicono gli organizzatori della rassegna «Il titolo individuato per questa sessione di residenze, si accorda con la volontà di ripensare al ruolo dell’attore nella società seguendo la linea che dal giullare medievale ha portato sino a Dario Fo perché, come allora, l’istituzione che dovrebbe farsi carico del teatro, promuoverlo e fortificarlo, latita. Siamo in un nuovo Medioevo in cui l’attore deve riunire in sé abilità da poeta, danzatore, musicista, giocoliere… ma soprattutto deve saper scendere dal palco (quand’anche ne abbia uno a disposizione) senza cadere e guadagnare la piazza, l’agorà, facendo il proprio mestiere: quella grande magia che grazie ad una recitazione “epica” racconta personaggi che, con un gesto, una mano battuta sul fianco, uno schiocco di dita o uno squillar di tromba, appaiono vivi davanti ai nostri occhi sgranati».
 
La narrazione delle gesta di Orlando e dei Paladini di Francia, la narrazione dell’èpos popolare dei Promessi Sposi, la narrazione del mito del Tempo, queste le tematiche intorno alle quali ruota il lavoro degli artisi ospitati, una scelta dettata dalla volontà di accogliere, nello spazio fisico e metafisico che è la residenza teatrale, percorsi nati da un’esigenza vitale, pulsante, meditata, provata. 
 
Nell'ambito della residenza Albanese incontrerà la Compagnia Ammirata - progetto teatrale che abita Ammirato Culture House durante tutto l'anno - per condividere il suo percorso d'attore; momento clou della settimana di residenza sarà la messa in scena, giovedì 27 aprile (ore 21, ingresso 7 euro) de "L'universo è un materasso (e le stelle un lenzuolo)" spettacolo con Flavio Albanese, che ne firma anche la regia, scritto con Francesco Niccolini e prodotto da Compagnia del Sole in collaborazione di Ammirato Culture House.
 
"Il grande racconto del Tempo in quattro capitoli " scrive Francesco Niccolini "si parte da quando il tempo non esisteva ancora, dall'origine del tutto attraverso il mito, in particolare la teogonia di Esiodo. Il capitolo successivo descrive il tempo in cui la realtà era ciò che il buon senso e l'occhio umano potevano cogliere e comprendere: al mattino il sole nasce a est, la sera tramonta a ovest, dunque il Sole gira intorno alla Terra. Il tempo di Aristotele e Tolomeo. Il terzo capitolo è la rivoluzione copernicana, in cui l'uomo scopre che la realtà non è quella che sembra. Ovvero: il Sole è il centro del mondo e la Terra immobile non è.
Il racconto conclusivo è il più ambizioso e difficile: riguarda il Novecento, da Einstein ai quanti, l'epoca in cui l'uomo ha cominciato a comprendere che non solo le cose non sono come sembrano, ma probabilmente tutto – come in teatro – è solo illusione: il tempo prima si è fatto una variabile relativa e poi è scomparso dalle leggi della fisica, lo spazio vuoto non esiste, le particelle di materia sono imprevedibili e non sono mai dove dovrebbero essere. Noi compresi, ovviamente. Il tutto è raccontato con occhi pieni di meraviglia (e anche un po' di spavento) da un protagonista diretto di tutta la storia: il Tempo in persona, Crono, prima imperatore dell'Universo e poi, dopo essere stato sconfitto dal figlio Zeus, sempre più in disparte. Fino a sparire". 
 
Flavio Albanese si è diplomato nel 1990 alla Scuola di Teatro diretta da Giorgio Strehler a Milano e presso il Laboratorio triennale per pedagoghi, registi e attori diretto da Jurij Alschitz, conclusosi con uno studio su le Tre sorelle di Anton ?echov (Svezia, Germania, Italia). Ha frequentato stage diretti da Antonio Fava (Commedia dell'arte), Thierry Salmon "I demoni" di Dostoevskij, Dominic De Fazio (Actor Studio Los Angeles), Jerzy Grotowski e Thomas Richards (Pontedera). Dal 1994 dirige laboratori di Teatro e Commedia dell'arte in Italia e all'estero (Germania, Polonia, Svezia e Ungheria). È noto al pubblico televisivo per aver interpretato l'ispettore Edoardo Valle nelle prime stagioni della serie televisiva La squadra. Al cinema ha recitato in I pavoni di Luciano Manuzzi, Marciando nel buio di Massimo Spano, Mi fai un favore di Giancarlo Scarchilli. È stato inoltre insegnante di Commedia dell'Arte fino al 2010 presso l'accademia d'arte drammatica I.T.A.C.A., in Puglia. Nel 2010 è tornato in tv nella fiction Caldo criminale. Dal 1986 a oggi ha messo in scena come attore, regista e curatore di traduzioni ed adattamenti,  testi di autori classici e contemporanei: Virgilio, Moliere (fra cui Il Tartufo con Toni Servillo), Sarah Kane, Goldoni (Il bugiardo, Il servitore di due padroni, La locandiera, Gli Innamorati, Un curioso Accidente), Shakespeare,  M. Sherman, C. Alvaro, Luca De Bei, S. Beckett, T. Eliot, D. Maraini, Goethe (Faust I Regia di Giorgio Strehler), G. Orwell, G. Rodari, Aristofane, T. Williams, F. Garcia Lorca, K. Wojtyla, ( La Bottega dell’orefice). Nel 2010 dà vita con Marinella Anaclerio Pino Pipoli ed Alberto Bellandi ad una nuova formazione: la “Compagnia del Sole”.
 
 
 
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Pubblicato il 22/03/2017


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