Teatro Koreja: nel foyer la mostra di Mara Cerri

17 gennaio 2026 Cantieri Teatrali Koreja – Lecce

 

A Koreja la mostra â€¦affinchĂ© tu ti meravigli

nel foyer 10 illustrazioni di Mara Cerri

e la poesia visiva de La pantera sotto il letto

 

17 gennaio 2026

Cantieri Teatrali Koreja – Lecce

 

 

                 Sabato 17 gennaio 2026 alle ore 19 (in esposizione fino al 16 maggio 2026) i Cantieri Teatrali Koreja ospitano Mara Cerri con â€¦affinchĂ© tu ti meravigli una mostra dedicata alle opere dell’illustratrice.

Anche autrice e regista di cinema d’animazione italiana, Mara Cerri (Pesaro nel 1978) è una tra le figure più rilevanti nel panorama contemporaneo dell’illustrazione narrativa in Italia.

Formatasi presso la Scuola del Libro di Urbino, si è specializzata in cinema d’animazione sviluppando un linguaggio visivo personale che unisce elementi poetici, memoria e immaginazione. I suoi lavori sono pubblicati dalle principali case editrici italiane (Einaudi, Orecchio Acerbo, Mondadori) e appaiono su riviste nazionali come Il Manifesto, Internazionale e Lo Straniero.

 

La sua pratica artistica non è pura decorazione estetica, ma una vera e propria traduzione sensoriale e simbolica della parola in immagine, dove ogni segno, ogni spazio bianco e ogni colore lavorano come versi visivi di una poesia senza parole.

E non è un caso che Koreja l’abbia scelta come autrice dell’immagine che rappresenta la stagione teatrale 2025-2026 dedicata a Goffredo Fofi, uno tra i suoi piĂą importanti maestri.           

 

Intervengono:

Mara Cerri, illustratrice                                                                            

Luigi De Luca, direttore Polo Bliblio Museale di Lecce                                                        

Efrem Barrotta, art director Big Sur

 

L’esposizione nasce come selezione di illustrazioni tratte da La pantera sotto il letto, un libro pensato per lettori a partire dai 7 anni (Premio Gianni Rodari 2015 nella sezione Albi Illustrati per l’infanzia) che affronta, con delicatezza e profonditĂ , il tema universale della paura notturna e della crescita interiore. Realizzato insieme ad Andrea Bajani ed edito da Orecchio Acerbo, il testo racconta un immaginario visivo sospeso tra poesia e memoria.

 

I 10 pannelli in esposizione nel foyer di Koreja costruiscono un’atmosfera notturna, rarefatta e profondamente emotiva, in cui il buio non è semplice sfondo, ma vera materia narrativa. Il segno è essenziale, come se le figure affiorassero dalla memoria o dall’ombra, più suggerite che definite. I corpi umani appaiono fragili, piccoli, mentre la pantera è una presenza potente ma mai aggressiva: un’ombra viva, simbolica, che incarna la paura senza spettacolarizzarla.

La palette cromatica è ridotta, dominata da neri, grigi e tonalità spente, interrotti da pochi elementi chiari che guidano lo sguardo. Il vuoto e il silenzio visivo hanno un ruolo centrale: gli spazi bianchi e le campiture scure creano pause, invitando i presenti a sostare e a sentire più che a capire.

Esteticamente, Mara Cerri trasforma il buio in luogo di possibilità, non di minaccia. Qui le illustrazioni non spiegano la paura, ma la rendono abitabile, coerentemente con il messaggio del libro: guardare la notte negli occhi per scoprire che può essere attraversata.

 

Il lavoro di Mara Cerri è spesso descritto come una traduzione visiva della poesia, dove l’immagine non è solo un’illustrazione ma un racconto autonomo che dialoga con la parola, lo spazio e il tempo. La immagini sono memorie in movimento: secondo l’artista stessa, infatti, un disegno può risultare dalla sovrapposizione di più immagini e livelli di memoria, simile a ciò che vediamo nei sogni o nei ricordi confusi, dove figure ed elementi si sovrappongono nello spazio visivo. Ed è un dialogo tra parole e segni: Cerri parla spesso di illustrazione come di un atto di lettura privilegiata, in cui l’autore di immagini interpreta e rende visibile ciò che ha visto tra le righe, dialogando con il testo dell’autore originale o creando nuove visioni se stessa.

Le sue opere sono dense di silenzi e spazi sospesi: l’arte visiva di Cerri non è mai affollata ma costruita con attenzione agli spazi vuoti, ai silenzi, alle atmosfere sospese che suggeriscono più di quanto mostrano. Questo crea un effetto di meraviglia e profondità poetica simile a quello della poesia.

 

 


Pubblicato il 16/01/2026


Condividi: