A Lecce la Festa di San Nicola celebra l’eredità di Nicola Savarese
dalla nascita dell’Archivio al “Consulo”
Koreja e il Polo Biblio-Museale celebrano il Professore
con un evento in due tappe tra memoria e visioni di futuro
6 dicembre 2025
Convitto Palmieri/Cantieri Teatrali Koreja – Lecce
Sabato 6 dicembre alle ore 18.00 partirà dal Convitto Palmieri di Lecce, luogo di studio, memoria e incontro, una FESTA DI SAN NICOLA particolarmente significativa, organizzata dal Teatro Koreja in collaborazione con il Polo Biblio: un momento dedicato al ricordo e all’eredità di Nicola Savarese, maestro di teatro, studioso di fama internazionale e instancabile esploratore delle culture teatrali del mondo. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondissimo, ma anche un patrimonio immenso: un orizzonte di saperi, scritti e documenti che continuano a parlare a chiunque cerchi nel teatro una soglia tra il mondo arientale e quello occidentale.
Primo appuntamento, dunque, al Convitto Palmieri di Lecce per la PRESENTAZIONE DEL NASCENTE ARCHIVIO “NICOLA SAVARESE” che nasce con l’intento di custodire, valorizzare e rendere accessibile l’eredità artistica, intellettuale e umana di una delle figure più autorevoli del teatro contemporaneo. L’archivio “Nicola Savarese” si propone non come semplice deposito di materiali, ma come luogo vivo di ricerca, una piattaforma di studio e scambio destinata ad accogliere studiosi, artisti, studenti e comunità interessate alla memoria scenica e alle pratiche performative attraversate da Savarese nel corso della sua lunga carriera.
Vi troveranno spazio testi, appunti di lavoro, documentazioni di spettacoli e materiali provenienti dai suoi percorsi di ricerca interculturale. L’archivio nasce dunque con un duplice scopo: preservare la memoria e, allo stesso tempo, alimentare il futuro del teatro, offrendo un riferimento prezioso per chi voglia esplorare le forme, le genealogie e le trasformazioni dell’arte scenica.
A seguire, in un clima carico di affetto, ci si sposta ai Cantieri Teatrali Koreja per un momento speciale: un CONSULO PER NICOLA SAVARESE pensato come una “tavola ardente” a cui partecipano Amici Teatranti, Parenti e Astanti. Mentre gli spettatori assistono ad un rito laico e condiviso per ricordare Nicola Savarese nella sua dimensione più umana: quella del contastorie, del viaggiatore curioso, dell’intellettuale appassionato di varia umanità, salentino di elezione e ricercatore di eccezione.
Sarà un tempo di parole e di silenzi, di aneddoti e di frammenti di vita, per restituire la ricchezza di una figura che ha saputo intrecciare ricerca accademica e pratica teatrale, antropologia e poesia, studio rigoroso e sorriso leggero.
L’incontro è cura di Piergiorgio Giacchè, antropologo dello spettacolo, scrittore e saggista,
Luigi De Luca, direttore del Polo BiblioMuseale di Lecce e Salvatore Tramacere, direttore del Teatro Koreja: tre voci capaci di restituire la complessità e la vitalità di un maestro che ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama teatrale italiano e internazionale e che continua a vivere nei gesti, nelle visioni e nelle passioni di chi lo ha conosciuto.
“Quando penso a Nicola - racconta Salvatore Tramacere - non riesco a separare il professore dal maestro, né il maestro dall’uomo. È stato mio docente all’Università, certo, ma soprattutto è stato la voce che mi ha insegnato a guardare il teatro come un territorio aperto, abitato da popoli, rituali, storie e memorie in movimento. Nicola non spiegava semplicemente, ma apriva varchi. Ti metteva davanti a un mondo più grande di te e poi, con la sua calma sorridente, ti invitava a entrarci. Per me è stato un maestro spirituale, anche se lui avrebbe sorriso davanti a questa parola. Ma è così, mi ha insegnato un modo di stare al mondo, prima ancora che un modo di fare teatro. La sua curiosità inesauribile, il suo rispetto per ogni forma di umanità, la sua leggerezza mai superficiale, sono diventati parte della mia grammatica quotidiana. Lo ricordo come si ricordano gli incontri decisivi: non per nostalgia, ma per gratitudine. Mi ha indicato una direzione e ha continuato a camminare accanto a me attraverso ciò che facevo, attraverso le scelte, i dubbi, gli slanci. Il suo insegnamento non era più una lezione, ma un gesto di fiducia, anche nelle critiche. Oggi che non c’è più, mi accorgo che continua ad esserci in ogni domanda che mi pongo sul teatro e sul senso del nostro lavoro. E mi accorgo che essere stato suo allievo non è stato un passaggio della vita, ma una forma di appartenenza. A Nicola devo molto. E a Nicola continuo a rivolgermi, come si fa con i maestri veri: quelli che non ti dicono dove andare, ma ti aiutano a capire perché vale la pena di mettersi in cammino”.
Pubblicato il 05/12/2025

















