MEGLIO SEPOLTO CHE VIVO - 15 febbraio 2015 ore 18.30
TEATRO A 99 CENTESIMI
Teatro Paisiello – Lecce
Organizzata dal Comune di Lecce
Direzione Artistica Carla Guido
15 febbraio 2015 ore 18.30
Compagnia Teatrale La Calandra
MEGLIO SEPOLTO CHE VIVO
tratto da un racconto di Joel Egloff
con Federico Della Ducata, Piero Schirinzi, Donato Chiarello, Ester De Vitis, Antonio Giuri, Luigi Giungato, Daniela Manna, Piera Toraldo
regia tecnica e foto Andrea Raho
Scenografia e illustrazioni Piero Schirinzi
costumi Teresa Cardinale
musiche Federico Della Ducata
regia Giuseppe Miggiano
In una grigia canicola salentina, di un’estate di non si sa quando, non accade nulla. Proprio nulla. Una noia mortale. Perché a Scogliano, o Scoglianò qual dir si voglia, non si muore neanche più. E l’unica agenzia funebre presente, la Cazzato & figlio, muore d’inedia. Uccio, orbo da un occhio e il nuovo assunto Pippi, gli unici dipendenti, non riescono neanche ad ammazzare il tempo, presi dal nulla. Poi accade che qualcuno muore, pace all’anima sua, e tutto si rianima. O così sembra, perché il viluppo colloso permane e rallenta tutto, anche la nebbia.
Ascoltare le canzoni di Napoli vuol dire conoscere in pochi attimi l’Anima di questa città, lo spirito, la filosofia, I sentimenti, i vizi e le virtù. A Napoli le tradizioni sono antiche e radicate, la musica è l’espressione più forte con la quale i napoletani riescono ad esprimere ogni sentimento. A trent’anni dalla scomparsa di Eduardo, questo spettacolo gli rende omaggio concedendosi un tuffo nel ‘900 napoletano’, attraverso i versi edoardiani incastonati, come per magia, nelle splendide melodie dell’epoca.
5 marzo 2015 ore 21.00
Thalassia
VOCCAVERTA - La vera storia di San Giuseppe da Copertino
di Francesco Niccolini
con Fabrizio Pugliese
regia di Fabrizio Saccomanno, Fabrizio Pugliese
Vincitore del premio Eceplast del festival Troia Teatro 2014
in coproduzione con il Festival Memoria Minerale – Mesagne 2013
La grande storia di un piccolo uomo fuori dall'ordinario: Giuseppe da Copertino, santo. Una storia picaresca, comica, commovente e al tempo stesso raccapricciante: una vita complicata, un padre sciocco e truffato dagli amici, quattro fratelli morti, una madre indurita dalla fatica e da una fede arida. Una storia che si dipana dal primo Seicento, in un'età sfarzosa e sudicia, dove trionfano malattie gravi, infezioni, una giustizia ingiusta, una Chiesa onnipotente e una vocazione sublime, l'amore bellissimo e assoluto di un giovanetto al limite dell'autismo che si innamora perdutamente de la mamma sua: la Madonna.
28 marzo 2015 ore 21.00
Associazione Lavori in corso
CHERCHEZ LA FEMME - Noi donne non andiam bene per i poemi
Donne alle prese col quotidiano, con il lavoro, con la famiglia, con l'amore. Donne con i piedi per terra ma con il cuore in sospensione e le farfalle nella pancia. Un omaggio a quelle autrici che hanno saputo far ridere e riflettere. Dall'ironia sulla donna all'antica di Franca Valeri al femminismo travolgente di Franca Rame fino ai più recenti sguardi su un rapporto tra generi in continua evoluzione.
31 marzo 2015 ore 21.00
Compagnia Giovanni Franci
MATTEO DICIANNOVE, QUATTORDICI
con Fabio Vasco
e con la partecipazione di Valeria Nardella
scritto e diretto da Giovanni Franci
Matteo Diciannove, quattordici: uno spettacolo confidenziale, intimo, come una preghiera, in cui il giovane Matteo affronta i propri demoni, gli abusi subiti all'interno delle rassicuranti mura di un collegio cattolico, il sesso, le paure... l'amore, probabilmente. Afferma il protagonista: ‘Ognuno di noi ama come è stato amato’.
23 maggio 2015 ore 21.00
Ass.ne Cult. Aretè
LA SERVA PADRONA - intermezzo buffo
musica Giovan Battista Pergolesi
Libretto Gennaro Antonio Federico
con Marco Piliego, Annalisa Ragione, Riccardo D' Ostuni
pianoforte M° Valerio De Giorgi
regia Francesca Rollo
Serpina governa la casa del ricco scapolo Uberto con prepotenza. Per sfuggire ai suoi capricci, Uberto dichiara di avere intenzione di sposarsi. Serpina vorrebbe diventare lei stessa la padrona di casa e per ingelosire Ubaldo gli presenta tale Capitan Tempesta, come suo spasimante (che in realtà è il servo Vespone travestito). Come prevedibile tutto si risolve nel migliore dei modi. Sposando Serpina, Ubaldo trasforma la “serva” in padrona.