SULLA STRADA MAESTRA debutta lo studio del nuovo spettacolo di Koreja con la regia di Alessandro Serra

21-22 dicembre 2016 Cantieri Teatrali Koreja Via Guido Dorso, n° 70 - Lecce

 
SULLA STRADA MAESTRA 
debutta lo studio del nuovo spettacolo di Koreja 
con la regia di Alessandro Serra
 
viaggio nell’universo pittorico di Edward Hopper
 
 
21-22 dicembre 2016
Cantieri Teatrali Koreja
Via Guido Dorso, n° 70 - Lecce
                                       
                         
Prosegue STRADE MAESTRE 2016-2017, la stagione teatrale promossa da Koreja e realizzata con il sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Regione Puglia, e con il contributo del Comune di Lecce.                          
 
Mercoledì 21 e giovedì 22 dicembre alle ore 20.45 debutta lo studio del nuovo spettacolo di Koreja SULLA STRADA MAESTRA con la regia di Alessandro Serra. 
Ciò che verrà presentato è il frutto di uno studio ispirato all’universo pittorico di Edward Hopper. Ogni sua opera è trattata come un piccolo frammento di racconto dal quale distillare figure, situazioni, parole. Un racconto certo, non un romanzo né una pièce. Piuttosto una novella, senza trama e senza finale, direbbe Cechov, una porta semiaperta per un istante su una casa sconosciuta e subito richiusa.
Di Hopper non interessano le indubbie qualità pittoriche quanto piuttosto la capacità di imprimere sulla tela l’esperienza interiore. Ricrearla in scena. Farla vedere, anche solo per un istante. Nei suoi quadri non vi è alcuna intenzione morale o psicologica, egli semplicemente coglie il quotidiano dei giorni. 
Opere straordinarie compiute attraverso l’ordinario. Quanto più consuete sono le ambientazioni, abitate da figure semplici, tanto più si rivela la magia del reale.
Ci imponiamo le regole monastiche del racconto perfetto, in cui non c’è traccia dell’autore: leggerezza, ironia, pudore, brevità, povertà di mezzi espressivi, ampi spazi concessi allo sguardo del lettore. Non c’è tempo per descrivere, tutto accade in un soffio. In un soffio si rappresenta la verità interiore.
C’è un dentro e c’è un fuori che osserva ma non vi è alcun intento voyeuristico, nessuna perversione. Una castità e un pudore che si sprigionano quando si è riconciliati, calmi, scaldati dal sole. Quando la frattura interiore è già avvenuta in noi e tutto scorre senza rimpianti, lasciando che la vita che ci resta, abbia il suo giusto decorso. 
Nessun evento sensazionale. Semplicemente un attimo in cui tutto cambia, senza clamore. 
Figure sempre ai margini di una soglia: una finestra, una vetrina di un bar, l’uscita di sicurezza di un teatro, un sipario socchiuso, una porta, il finestrino di un treno. 
In cerca di luce, di vita. Mentre fuori la vita, ferma, incombe. Deserte le strade, quieti gli oceani. E gli alberi, accesi dal sole, fanno schiera e creano sentieri bui.
 
 
 
 

Pubblicato il 20/12/2016


Condividi: