Nardò teatro: l'ultima radio

La casa del Teatro di TerramMare Teatro

Comune di Nardò - Assessorato alla Cultura
Teatro Pubblico Pugliese
 La casa del Teatro di TerramMare Teatro

presentano

L’ULTIMA RADIO
con Tullio Solenghi

Teatro Comunale di Nardò 7 – 8 febbraio 2009 ore 21.00
Domenica 8 – ore 18.00 incontro con l’Artista

Al Teatro Comunale di Nardò arriva Tullio Solenghi con lo spettacolo L’ultima radio  in scena il 7 e l’8 febbraio.
Domenica 8 febbraio alle ore 18.00, presso il Teatro Comunale, l’attore incontrerà il pubblico in un incontro aperto per parlare di Teatro, per raccontare la sua esperienza e rispondere alle domande e alle curiosità di quanti vorranno partecipare.
Lo spettacolo è un inno alla Radio in un momento in cui vive una seconda giovinezza.
 Tutti noi in auto o a casa o dove più crediamo, accendiamo la radio. C'è un senso di partecipazione alla vita che esalta e fa compagnia.
Uno stesso brano sentito da un cd o alla radio in diretta ci risulta essere diverso, più vivo, perchè ci rende parte di una realtà fenomenica in movimento.
Il nostro protagonista  vive il dramma della chiusura della sua radio. Mancano i fondi e…gli ascoltatori.
Nell'epoca dove regna lo share e l'auditel il nostro omino non riesce a stare al passo, - “Il conduttore-factotum – come dichiara Tullio Solenghi -  ripercorre l’avventura di questa sua emittente, ed essa coincide con un ben più profondo bilancio della sua vita, che passa attraverso quei miei stessi anni, anni densi di speranze deluse, di scelte essenziali, di esperienze che hanno lasciato un solco incancellabile nelle rughe del tempo. Ci ho messo dentro molto di me, virando un po’ più verso l’ironia, che è alla base della mia ricetta di sopravvivenza.”

Sipario ore 21,00

- Biglietti presso il Botteghino del Teatro Comunale
Nardò - Corso vittorio  Emanuele –  tel. 0833 571871
Orario biglietteria:  lunedì e giovedì  ore 17,00 – 20,00
(Nei giorni di spettacolo a partire dalle 17,00)
 
Ufficio Stampa
Calliope Comunicare Cultura
tel. 3492148990 – e.-mail contatti@calliopecomunicarecultura.net


Scheda spettacolo
L’ULTIMA RADIO

La parola radio per quelli della mia generazione ha un potere evocativo particolare, in quei lontani anni ‘50 infatti il totem attorno al quale la sera si riunivano le famiglie era costituito da quello strano aggeggio, l’imponente mobile-radio, infarcito di valvole con due manopole madreperla sul frontale, che avevano il magico potere di proiettarti in uno sconfinato mondo di voci e di suoni. Ricordo di allora l’inconfondibile piglio toscano di Silvio Gigli, o la calata spoletina di Alberto Talegalli.
Sempre alla radio devo poi il mio debutto in arte, ad appena 17 anni, come “annunciatore sostituto” al gazzettino della Liguria, sede R.A.I. di Genova.
E ancora la radio è stata alla base della mia avventura lavorativa forse più esaltante, quando col “trio” varammo nel 1982 “Helzapoppin Radio Due”, preziosa palestra di tutte le nostre future creazioni e trasmissione che si rivelò poi programma-cult.
L’approccio col testo di Sabina Negri è stato perciò un qualcosa di più che il rapporto con un mezzo espressivo che ha fatto da sottofondo alla mia carriera artistica, ma, come accade per il protagonista di “L’ultima radio”, pur se in maniera differente, ha caratterizzato anche i momenti più significativi della mia esistenza.
Il conduttore-factotum ripercorre l’avventura di questa sua emittente, ed essa coincide con un ben più profondo bilancio della sua vita, che passa attraverso quei miei stessi anni, anni densi di speranze deluse, di scelte essenziali, di esperienze che hanno lasciato un solco incancellabile nelle rughe del tempo.
Ci ho messo dentro molto di me, virando un po’ più verso l’ironia, che è alla base della mia ricetta di sopravvivenza.
Anche la scelta del tappeto musicale sul quale si muove il tutto ha avuto una forte valenza evocativa, e qui ho trovato la preziosa collaborazione di Marcello, dal quale mi separano almeno due generazioni, ma con cui ho verificato “sul campo” una totale sintonia espressiva che non conosce datazioni o classificazioni.
Devo confessare che generalmente non sono attratto dal “monologo”, ma qui a convincermi è stato il contesto del tutto diverso: il “solista” in questione è solo il tramite di una infinita catena di contatti, rapporti, evocazioni; egli rappresenta la preziosa sinapsi tra gli infiniti microcosmi di umanità che affollano l’esistenza di ognuno di noi.
Tullio Solenghi


Note di regia

Io mi sono 'arrabbattato' per molti anni nell'intento di limitare la ricezione di messaggi alla sola stazione cui erano diretti e non mi sono accorto di avere in mano una fortuna d'inestimabile valore: la radiodiffusione. La possibilità di ricevere contemporaneamente in molte località un'unica trasmissione fu considerata per molti anni un gravissimo difetto della radio ed essa invece può rendere immensi servizi circolari.
(Guglielmo Marconi)

Quando chiedete alle persone se ascoltano la radio è facile che rispondano 'No'. Quando poi chiedete loro se,quando sono in macchina, tengono la radio accesa rispondono 'Sì'. Il fatto è che non l'ascoltano, ci stanno seduti dentro.
(Schwartz)

La radio organizza il mondo per l'orecchio.
(Rudolph Arnheim)

 


Pubblicato il 04/02/2009


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