Koreja: un'iniziativa in memoria di Alessandro Leogrande

Il 26 novembre del 2017 moriva Alessandro Leogrande, tarantino di nascita, scrittore e giornalista per l’Internazionale, l’Unità, il Manifesto, Panorama, il Riformista, Il Fatto Quotidiano. È stato editorialista del Corriere del Mezzogiorno e per dieci anni vicedirettore del mensile Lo Straniero diretto da Goffredo Fofi, oltre ad aver condotto trasmissioni per Radio 3 RAI e Radio Svizzera Italiana. Con i suoi testi, il suo impegno e le sue parole, Leogrande voleva cambiare il mondo.

Dalla sua sensibilità e dalla sua penna è nata Katër i Radës (dal romanzo-reportage Il naufragio, Feltrinelli 2011), l’opera teatrale di Koreja, commissionata da La Biennale Musica di Venezia nel 2014 con la regia di Salvatore Tramacere e le musicha di Admir Shkurtaj.

Il Teatro Koreja e la Libreria Dickens, presidio culturale in una città difficile come Taranto e luogo a lui caro,  ricordano Alessandro Leogrande nel giorno della sua scomparsa con un’iniziativa che ne conserva la memoria. Chi si recherà giovedì 26 novembre presso la libreria e acquisterà un suo libro, riceverà in dono la copia del libretto di Katër i Radës frutto del suo lavoro con Koreja e della sua poetica.

 

Katër i Radës è un’opera figlia del genio e della grande dedizione professionale e umana di Alessandro Leogrande, che ne ha scritto il libretto. In un momento estremamente delicato come quello che stiamo attraversando, questa data è l’occasione per sentire Alessandro ancora vicino, parte e ispirazione di un pensiero artistico, politico e sociale condiviso che ci ha visti insieme nella realizzazione dell’opera. Il suo lavoro era una missione di pace, il suo lavoro voleva cambiare il mondo. Quello di Koreja lo ha cambiato con le sue parole, lavorando con noi al testo di quest’opera, che è stata, com’era nello stile di Alessandro, un’impresa coraggiosa e riuscita. La sua scrittura è un’epica moderna, che racconta di viaggi sventurati e ultimi al mondo. Con grazia, con rispetto, senza eccedere mai in patetismi troppo facili, abbiamo lavorato alla Katër nell’unico modo possibile: mettendoci dentro la vita. La magia, poi, la fanno le persone, la fa la

dedizione di chi ci crede veramente: la formula dice che con la tua scrittura, il tuo teatro e la tua musica, devi provare a cambiare il mondo. Alessandro aveva cura delle cose. Era attento, disciplinato, le sue espressioni erano precise eppure fantastiche, possedeva il significato delle parole, il loro senso profondo. Le sue parole, il suo lavoro, restano. Noi le abbiamo tatuate in ogni angolo del nostro teatro, le abbiamo sotto pelle. Le sentiamo ancora. Salvatore Tramacere, regista e direttore del Teatro Koreja

Pubblicato il 25/11/2020


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