Koreja torna in Romania LA PAROLA PADRE all’Euroregional Theatre Festival di Timi?oara

27 maggio 2016 Timi?oara (Romania), Csiky Gergely

Koreja torna in Romania
 
LA PAROLA PADRE all’Euroregional Theatre Festival
di Timi?oara
fra multiculturalismo e innovazione teatrale
 
 
27 maggio 2016
Timi?oara (Romania), Csiky Gergely
      
                      
                       
Dopo le tappe in Croazia, Romania e Albania, Lecce, Casalecchio di Reno (Bo), Martina Franca, Nardò, Pontedera (Pi), Magenta, Brescia, Reggio Calabria, Milano, Torino e Roma, ancora una tappa internazionale per LA PAROLA PADRE, lo spettacolo di Koreja scritto e diretto da Gabriele Vacis.
 
Venerdì 27 maggio 2016 alle ore 20.00 la Compagnia Koreja torna in Romania presso il Csiky Gergely Hungarian State Theatre di Timisoara nell’ambito dell’Euroregional Theatre Festival Timi?oara giunto alla sua nona edizione con lo scopo di promuovere la conoscenza del multiculturalismo e di informare il pubblico sulle innovazioni teatrali. 
Nell’ambito del Festival anche IL PASTO DELLA TARANTOLA, degustazione teatralizzata di prodotti tipici salentini rese possibili grazie al supporto di FSC Cohesion Funds, Unione Europea, Regione Puglia e Teatro Pubblico Pugliese. 
Grazie alla sua particolare posizione, Timisoara è crocevia di culture diverse. Da un punto di vista geografico è vicino a Budapest e a Belgrado, oltre a trovarsi vicino ad Arad, Novi Sad, Subotica e Szeged, tutte città note per il loro livello culturale. Il Festival è una vera e propria piattaforma per scambi culturali ed è un invito al dialogo fra artisti e specialisti del settore. A partire dal 2007, il Festival è diventato uno dei più importanti eventi culturali della DKMT l'Euroregione nata nel 1997 che prende il nome dai fiumi Danubio, Kris, Mures e Tibisco e che comprende Romania, Ungheria e Serbia. Spettacoli teatrali, concerti, mostre ed altri eventi collaterali costituiscono un momento di incontro per le tre culture fra loro e con le altre, un crocevia artistico per diverse forme d'arte, un luogo per la sperimentazione e la ricerca, per il dialogo tra pubblico e artisti, in cui la giovane generazione è elemento importante. 
LA PAROLA PADRE, insignito all’XI International Theatre Festival Apollon (Fier-Albania) col Premio Best Actress Apollon 2012 (non protagonist) consegnato a tutte le attrici in scena e del Premio “Adelaide Ristori” (Mittelfest 2014) come migliore attrice assegnato a tutte le interpreti è un’immersione nel rapporto figlia-padre-patria, con una messa in gioco autobiografica dove il conflitto famigliare diventa occasione per sottolineare differenza di genere e tradimento della società globalizzata. 
 
 
 
Autentiche memorie infantili e adolescenziali si affastellano delicate e spietate, una accanto all’altra, le une sulle altre.
 
Sei ragazze. Sei giovani attrici selezionate durante un giro di seminari tenuti da Koreja nell'Europa centro orientale. Sei giovani donne si incontrano in uno dei tanti crocevia del presente. Quei non luoghi che frequentiamo senza vedere. Ola, Anna Chiara, Simona, Irina, Alessandra, Rosaria. Tre sono italiane, una è polacca, una è bulgara, una è macedone. Tutte parlano più o meno inglese. Quali sentimenti coltivano sei ragazze di nazionalità diverse, che si parlano attraverso una lingua comune superficiale? Hanno memorie comuni? Che storie possono raccontarsi e raccontare? E, soprattutto hanno una storia comune da raccontare? Immagini, danze, musiche e parole che frullano identità impossibili, mobili, fluide. Scintille di senso imprevedibili. Tutte hanno conti in sospeso con la loro patria, tutte hanno conti in sospeso con i loro padri.
 
[…] Al di là dell’Adriatico esiste ancora la voglia di conquistare le cose, racconta Gabriele Vacis, credo che in Italia, ma anche in tutto l’Occidente, ci sia un benessere non conquistato. Lo abbiamo ricevuto in eredità dai nostri padri e non abbiamo più la consapevolezza di cosa significhi conquistarselo. Questi Paesi hanno una grande lezione da darci: la forza della conquista, mentre noi viviamo come anestetizzati […]  
Con le sei ragazze ho fatto lunghe interviste che ho ripreso in video, prosegue il regista, più che interviste sono sedute psicanalitiche. Ho chiesto loro di raccontarmi quando hanno avuto davvero paura, quando si sono sentite al sicuro. La paura è il sentimento dominante del nostro tempo. Perché possediamo tanto. Perlopiù cose. Quindi abbiamo paura che gli altri, che il resto del mondo, a cui abbiamo rubato il tanto che abbiamo, ci presenti il conto. Abbiamo paura che ce lo portino via. Alle sei ragazze ho chiesto di raccontare storie, non ho chiesto opinioni. Sono venute fuori testimonianze diverse: se una ha vissuto sei, sette anni sotto il comunismo, ha paure e desideri diversi da una che discende da Alessandro il Macedone. Per queste ragazze è molto importante raccontare il padre. I loro padri…fino ad Alessandro il Macedone. E la parola padre ha la stessa radice semantica della parola patria […]  
 
 
 
drammaturgia e regia Gabriele Vacis
scenofonia e allestimento Roberto Tarasco
coordinamento artistico Salvatore Tramacere
con Irina Andreeva (BG), Alessandra Crocco, Aleksandra Gronowska (PL), Anna Chiara Ingrosso, Maria Rosaria Ponzetta, Simona Spirovska (MK)
assistente alla regia Carlo Durante
training Barbara Bonriposi
tecnico Mario Daniele, Alessandro Cardinale
 
 
 
INFO:
Cantieri Teatrali Koreja, via Guido Dorso, 70 
www.teatrokoreja.it;             
 

Pubblicato il 26/05/2016


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