Leuca - S.S. 275, sentenza del TAR

Vendola non cede: "pronti al ricorso"

Lecce, sentenza Tar:
'La 275 avrà 4 corsie' 

 
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di Mauro Ciardo

SANTA MARIA DI LEUCA - Il Tar respinge tutti i ricorsi e “spiana” le quattro corsie fino a Santa Maria di Leuca.

Con un dispositivo di sentenza pubblicato ieri mattina, i giudici amministrativi della prima sezione presieduta da Luigi Viola hanno rigettato le osservazioni sollevate da Regione, Comune di Alessano e ambientalisti sul progetto dell’ultimo tratto di statale, spalancando alla cantierizzazione integrale dell’opera da parte dell’Anas. Si va avanti dunque con il progetto redatto dalla Prosal, approvato nel 2001 e finanziato da Cipe e Regione con 288 milioni di euro. Il tracciato, che lungo un percorso di 39 chilometri tocca 15 comuni del Sud Salento a partire da Maglie, prevede l’allargamento della sede attuale fino a Montesano Salentino e la realizzazione di un nuovo asse fino a Leuca. Lo scopo principale dell’arteria, considerata dal Cipe opera strategica, è quello di bypassare centri abitati come Montesano, Lucugnano, Alessano e Gagliano, soffocati dal traffico veicolare. Contro gli ultimi nove chilometri erano stati presentati in totale sei ricorsi, per evitare la costruzione di un viadotto a San Dana, un ponte a Salignano e una maxi-rotatoria all’innesto con la statale 274. Contro i ricorsi erano scesi in campo Cipe, Anas, Provincia, comuni di Castrignano del Capo, Botrugno, San Cassiano e Surano, oltre a uno stuolo di organizzazioni territoriali. In aula i protagonisti sono stati Pietro Quinto, che sosteneva le tesi della Provincia e di chi voleva un’opera integrale, e Giovanni Pellegrino, legale per la Regione, che dal periodo della sua presidenza a Palazzo dei Celestini ne aveva fatto una battaglia personale. Il resto del collegio difensivo era composto da Ernesto Sticchi Damiani (Anas), Alessandro De Matteis (Castrignano), Antonio Tarentini (Cipe), Roberto Gualtiero Marra (altri comuni) e Valeria Pellegrino (associazioni ambientaliste),

Il caso arrivò anche al Consiglio di Stato che rimandò ogni decisione al tar leccese. Il nodo principale da sciogliere era se arrestare o meno le quattro corsie a San Dana e tutti attendevano il pronunciamento del Tar che è arrivato ieri, quando ha dichiarato i ricorsi infondati e ha “allungato” la strada fino a Leuca. Quinto esulta mentre Pellegrino ammette la sconfitta. «Ho sempre affermato – puntualizza il legale della Provincia - che il potere di veto della Regione non potesse fare carta straccia dell’accordo Stato-Regione già a suo tempo sottoscritto. La Regione poteva chiedere un tavolo tecnico per verificare possibili miglioramenti sulle modalità di esecuzione del tracciato anche nell’ultima parte, ma non poteva chiedere e pretendere di indicare un diverso tracciato. La Provincia - prosegue Quinto - nell’opporsi alle iniziative giudiziarie, ha sempre e da subito dichiarato la sua disponibilità a sedersi intorno a un tavolo tecnico per verificare i margini di miglioramento del progetto, in coerenza con la legislazione in materia di opere strategiche». «Considero questa come una personalissima sconfitta – è il rammarico di Pellegrino – sin da quando ero presidente mi sono battuto per lasciare il promontorio di Leuca integro, per questo ho spinto la Regione e gli ambientalisti a presentare ricorso. Alla fine siamo stati lasciati soli tanto da essere additati come dei “rompi-coglioni”. Si pensi – sostiene – che sono stato anche accusato di favorire interessi di alcune ditte escluse. Adesso accetto il fatto che la maggioranza dei soggetti interessati e i giudici si siano espressi diversamente. Non contesto l’operato del presidente Viola ma ritengo che l’ex presidente della prima sezione del Tar, Aldo Ravalli, sarebbe stato in grado di adottare decisioni più coraggiose. Mi fermo qui – annuncia – il mio compito, peraltro svolto gratuitamente, termina. Se la Regione o altri soggetti vorranno proseguire nel giudizio d’appello – conclude - io non sarò disponibile».

Ora si dovrebbe passare alle vie di fatto. Il progetto definitivo approvato da Anas e Cipe nel 2009, se non ci saranno appelli, potrà essere realizzato. L’Anas potrà dare seguito al bando di gara invitando le 37 ditte che hanno presentato domanda a elaborare la loro offerta, contenente il progetto esecutivo e il prezzo. Il tempo di esecuzione è stabilito in 1180 giorni di cui 180 per la redazione del progetto esecutivo e circa 1000 per l’esecuzione dei lavori. I lavori potrebbero avere inizio nei primi mesi del 2011 e completarsi in un triennio. 
 
 

Pubblicato il 23/07/2010


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