Leuca - emergenza rifiuti

situazione critica nel basso Salento

Il blocco della discarica in località Burgesi, a Ugento, e la relativa emergenza rifiuti rischia, con il passare delle ore, di trasformarsi in una bomba ad orologeria.
Nei 24 comuni del sud Salento, consorziati nell’Ato Lecce/3, ieri l’immondizia è stata raccolta per l’ultima volta, ma già da domani il servizio sarà sospeso: i camion compattatori sono quasi tutti stracarichi e parcheggiati nelle rimesse delle rispettive aziende.
Ancora non si ha la percezione dell’incombente emergenza ambientale. I cassonetti, salvo qualche caso sporadico, sono mezzi vuoti e i contenitori utilizzati per la raccolta porta a porta sono stati svuotati ieri mattina. Nessun cumulo ammucchiato per strada.
Intanto, dopo l’affissione, nei giorni scorsi, di un manifesto del consorzio Ato Lecce/3, con il quale si invitavano i cittadini dei comuni interessati a collaborare con l’imminente emergenza e a non abbandonare i rifiuti per strada, la paura, tra la gente, ha iniziato a diffondersi.
L’appello al buon senso da parte dell’Ato non sembra aver attenuato la preoccupazione. Il timore maggiore, infatti, è quello di finire come Napoli e di doversi confrontare con un’emergenza sanitaria senza precedenti.
Ieri pomeriggio, in molti hanno preso d’assalto gli scaffali dei reparti casalinghi nei supermercati per accaparrarsi il maggior numero di sacchi neri, in grado di contenere la frazione indifferenziata che, nei prossimi giorni, non sarà raccolta.
«Sebbene il problema della collocazione dei rifiuti fosse risaputo – ha commentato il sindaco di Castrignano del Capo, Antonio Ferraro –  le soluzioni sono tardate ad arrivare o non sono arrivate affatto. Pertanto, resta demandata alla Regione, alla Provincia e alla Prefettura la competenza di affrontare e risolvere nel miglior modo possibile quest’emergenza. Se non si interverrà nel senso di individuare nuovi siti idonei ad assolvere  le funzioni di discarica e costruire rigassificatori, il problema si riproporrà, in futuro, con crescente frequenza».
 
Gabriele Rosafio
 

Pubblicato il 07/01/2009


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