Leuca - Arrestata la pusher che provocò la morte del giovane Ivan Vallo

Anna Jole Miggiano - 32 anni di Castrignano dei Greci

Leuca - I tabulati telefonici  incastranola  pusher che cedette l’eroina letale al giovane Ivan Vallo.


Anna Jole Miggiano, 32enne di Castrignano dei Greci, arrestata dai carabinieri di Tricase. Avrebbe ceduto ad Angela Deantoniis, già indagata, la droga che causò la morte a Gagliano di Ivan Vallo


CASTRIGNANO DEI GRECI – C’è un’altra indagata, per la terribile morte alla quale andò incontro di Ivan Vallo, il 30 agosto 2010, a causa di un’overdose di droga. Si tratta di Anna Jole Miggiano, 32enne di Castrignano dei Greci, prelevata ieri mattina dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Tricase e condotta in carcere, dopo un provvedimento firmato dal gip Carlo Cazzella, su richiesta del pm Giovanni De Palma. La donna, già nota alle forze dell’ordine, per questo caso dovrà rispondere di spaccio di sostanze stupefacenti, morte come conseguenza di altro reato ed omicidio colposo.

Una linea dura ed un colpo di scena, dopo che nei mesi scorsi l’indagine aperta per far luce su quella morte, aveva condotto all’arresto di un’altra donna, eseguito dai militari della stazione di Gagliano del Capo: Angela Deantoniis, 32enne di Desenzano del Garda, nel Salento in vacanza, quell’estate, e già ritenuta responsabile di morte come conseguenza di altro reato del povero Vallo. All’atto dell’emissione della custodia cautelare, fu ritenuta responsabile di aver ceduto a questi la dose di sostanza stupefacente, di tipo allora non meglio identificato, che ne aveva causato il decesso. In quel frangente, fu denunciato a piede libero per favoreggiamento personale anche un tarantino, G.G., 43enne, che avrebbe fornito una versione falsa dei fatti, per sviare le indagini. Previo accordi proprio con Angela Deantoniis.

Ma l’inchiesta è andata avanti, anche perché era necessario accertare i numerosi contatti intercorsi fra Angela Deantoniis ed il giovane che sarebbe di lì a poco morto. Analizzando i cellulari di entrambi, i carabinieri avevano notato che mentre sul telefono di Vallo erano presenti le chiamate ed i messaggi in entrata ed in uscita da e per il numero della donna di Desenzano, sull’apparecchio di quest’ultima erano presenti diverse chiamate ed sms con numerose altre persone, tranne che con lo stesso Vallo. Caduta varie volte in contraddizione, Angela Deantoniis avrebbe fornito descrizioni ritenute incongruenti ed illogiche sulle fasi di soccorso all’amico in fin di vita.

Sono stati quindi acquisiti i tabulati dei telefoni cellulari di entrambi e l’analisi delle migliaia di fogli arrivati dal gestore telefonico non solo avrebbe dimostrato che la donna, subito dopo il decesso di Vallo, avrebbe tentato di sviare le indagini cancellando dal suo telefono ogni prova dei contatti tenuti con l’uomo, ma anche che avrebbe scambiato numerose telefonate con un altro numero. La particolarità: le telefonate erano spesso immediatamente successive ai messaggi con i quali Vallo le chiedeva di interessarsi per l’acquisto di eroina da consumare assieme. Più che un indizio.

Nonostante la piena confessione resa, in sede di udienza di convalida dell’arresto, da parte di Angela Deantoniis, alcuni punti rimanevano ancora da oscuri e da cristallizzare in vista del processo. I carabinieri hanno quindi svolto accertamenti sul numero di telefono più volte chiamato dalla donna di Desenzano ed hanno verificato che, sebbene intestato ad una signora anziana, di fatto era in uso alla nipote, Anna Jole Miggiano. La quale sarebbe promotrice di un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti portata avanti incessantemente dall’agosto al novembre del 2010. Angela Deantoniis avrebbe qundi contattato spesso Anna Jole Miggiano, che si può ipotizzare fosse sua abituale fornitrice di eroina. E sarebbe sempre lei la persona alla quale avrebbe chiesto la droga, poi purtroppo risultata fatale, quella notte, per Vallo.

Questa, dunque, l’ultima ricostruzione dei fatti, probabilmente quella definitiva: il 30 agosto dello scorso anno, Angela Deantoniis si sarebbe recata con Vallo ed il 43enne di Taranto a Melpignano, per un appuntamento prefissato con Anna Jole Miggiano. Giunta al luogo dell’incontro, la donna sarebbe scesa dall’autovettura, lasciando gli amici ad aspettare, avrebbe raggiunto la fornitrice ed avrebbe acquistato, per circa 200 euro, le dosi di eroina da consumare insieme.

Poi, il ritorno a Santa Maria di Leuca, dove i tre si sarebbero iniettati la sostanza. Vallo si sarebbe sentito male una prima volta, eppure, dopo essersi ripreso, avrebbe deciso di “farsi” di nuovo. Ma la seconda dose gli avrebbe causato il collasso fatale. Nonostante tutto, sembra che Angela Deantoniis ed il 43enne tarantino abbiano continuato ad andare in giro per il basso Salento per quasi un’ora, ritenendo che Vallo stesse semplicemente dormendo.

Solo al momento di svegliarlo, perché ormai erano arrivati nei pressi di casa sua, si sarebbero accorti che qualcosa non andava, decidendo di accompagnare l’uomo all’ospedale di Gagliano del Capo. Ma qui, Vallo, ci arrivò già morto. Ai sanitari, i due avrebbero raccontato di averlo trovato esanime all’interno della sua automobile, parcheggiata sulla Castrignano–Santa Maria di Leuca, quando in realtà la vicenda si sarebbe svolta in tutt’altra maniera. E fu da qui che nacque la delicata indagine dei carabinieri che ha condotto, oggi, all’arresto del presunto primo anello della catena.

fonte: lecceprima.it

Pubblicato il 13/03/2011


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