Giuliano di Leuca - Tragedia sfiorata

La madre la rimprovera e la figlia l'accoltella

La madre la rimprovera e lei l’accoltella.

   Soffriva di crisi depressive ed era in cura al Cim di Tricase 


GIULIANO (CASTRIGNANO DEL CAPO) -  La madre le chiede di non fumare in casa e la figlia tenta di ammazzarla. È finita in manette con la pesante accusa di tentato omicidio una ragazza di 21, Margherita Cazzato , arrestata ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Tricase dopo aver inferto alcune coltellate alla madre Domenica Cucinelli, di 58 anni. 
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine (sul posto sono intervenuti anche i militari della caserma che dista poche decine di metri dal luogo dell’accoltellamento, insieme ai loro colleghi del nucleo operativo e radiomobile), all’ora di pranzo, intorno alle 12.30, la giovane avrebbe deciso di fumare una sigaretta in cucina ma la madre, infastidita dal fumo, le avrebbe chiesto di uscire sul balcone. Per tutta risposta la figlia l’ha aggredita alle spalle, brandendo un coltello da cucina, mentre era intenta a lavare i piatti. L’arma, lunga trenta centimetri e utilizzata per disossare le carni, ha procurato due ferite piuttosto profonde: una al polso e l’altra all’emitorace sinistri. In seguito alle urla di dolore, in aiuto della congiunta   sono intervenuti il marito, un operaio del posto, e la nuora, che hanno accompagnato la malcapitata al pronto soccorso del presidio ospedaliero «Daniele-Romasi» di Gagliano del Capo.  Alla scena hanno assistito anche le altre due figlie della coppia, che dopo l’iniziale sgomento hanno immobilizzato la sorella disarmandola.

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 I vicini non hanno sentito nulla, ma non appena la notizia ha fatto il giro del piccolo borgo, tutti sono rimasti sconcertati. Qualcuno intanto delinea il carattere della ragazza arrestata, da tempo soggetta a crisi depressive e da circa un anno in cura presso il centro di salute mentale di Tricase. Giuliano è la più piccola delle frazioni di Castrignano del Capo, conta poco più di 500 abitanti e quanto successo al civico 11 di via Frosinone è diventato l’argomento del giorno.    I sanitari, dopo aver prestato le prime cure e aver disposto il trasferimento nel reparto di ortopedia dell’ospedale «Cardinale Giovanni Panico» di Tricase, hanno segnalato il ricovero ai militari dell’Arma, che si sono precipitati nella struttura tricasina con il pubblico ministero Nicola D’Amato . 
I sanitari hanno assicurato che la paziente era in grado di parlare e il magistrato ha potuto ascoltarne direttamente la testimonianza, disponendo l’arresto di Margherita. 
La ricostruzione resa al pm sarebbe stata confermata anche dalle tre figlie rimaste in casa e ascoltate dai carabinieri. In particolare, la giovane arrestata ha consegnato spontaneamente il coltello ai militari, che lo hanno immediatamente sequestrato ancora sporco di sangue. 
La giovane, al termine delle formalità di rito, è stata trasferita nel carcere di Lecce a disposizione dell’autorità giudiziaria. 
Non sarebbero preoccupanti, per fortuna, le condizioni della donna ferita, giudicata guaribile in una trentina giorni. Dovrà essere sottoposta ad un intervento al polso.   
Tutti in paese smentiscono che la ragazza avesse dato segni di squilibrio mentale. Chi la vedeva in giro la descrive come una persona tranquilla che non arrecava molestie a nessuno. Subito dopo l’aggressione alla madre è stata lei stessa a consegnare il coltello ai militari, prima di essere accompagnata nel carcere leccese.  Rimane lo stupore e lo sgomento fra la gente del paese scossa dal via vai di pattuglie.

Pubblicato il 28/11/2009


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