Utilizzare i fondi strutturali europei per ridurre le tasse sulle imprese e garantire più occupazione ai giovani
Dai lavori della prima edizione del Secretary John Kerry’s Forum - tenutosi a Bruxelles dal 4 al 7 novembre - si indica l’utilizzo dei fondi strutturali europei come possibile misura antirecessiva a sostegno dell’occupazione giovanile e della crescita delle imprese in Italia
Si è conclusa giovedì 7 novembre la prima edizione del Forum organizzato dal Dipartimento di Stato Americano (intitolato Secretary John Kerry’s Forum) sul tema della Garanzia Europea per i Giovani (c.d. Youth Guarantee) il programma con cui sostenere l’occupazione giovanile in tutti gli Stati membri attraverso la realizzazione, dal 1 gennaio 2014 ed entro il 2020, di interventi qualitativamente validi a sostegno dell’aumento dell’occupazione per gli under 25 attraverso il proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio entro un periodo di quattro mesi dall'inizio della disoccupazione o dall'uscita dal sistema d'istruzione formale.
Tra le varie azioni emerse, nella 3 giorni di confronto, ha assunto particolare rilevanza la possibilità di destinare le somme residuali dei fondi europei 2007 - 2013 (che rischierebbero di non essere spesi e restituiti quindi all’Europa) per ridurre il cuneo fiscale abbattendo le tasse sul lavoro.
“L’utilizzo dei fondi europei, fatta eccezione per le somme stanziate a favore degli interventi infrastrutturali, consentirebbe di ridurre la tassazione che grava sulle aziende italiane generando un effetto favorevole sul tema lavoro. La diminuzione, infatti, del peso delle tasse sulle imprese comporterebbe l’incremento delle opportunità economiche e occupazionali per i lavoratori a maggior ragione se giovani” sostengono i componenti della delegazione italiana Roberto Berutti Membro del Consiglio d’indirizzo della Fondazione CRT, Fabrizio Sammarco Presidente dell’Associazione ItaliaCamp e Luigi Traettino imprenditore e Consigliere Delegato per il Mezzogiorno dell’Associazione Amerigo che riunisce tutti gli Alumni che hanno svolto un programma di scambio culturale negli Stati Uniti.
Dai lavori del Forum - organizzato dal Bureau of Educational and Cultural Affairs e dall’ufficio Public Diplomacy for Europe and EurAsia presso la missione degli Stati Uniti d’America nell’Unione Europea in collaborazione con le ambasciate americane di: Belgio, Croazia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Norvegia, Polonia, Romania, Serbia, Spagna e Svezia - è emerso sia il valore espresso dalle risorse riprogrammabili del periodo 2007 - 2013 che dai circa 100 miliardi previsti per il prossimo ciclo che andrà dal 2014 - 2020 considerato come la forma più concreta con cui sostenere la critica situazione occupazionale del nostro Paese, con particolare riferimento al tema giovani e Mezzogiorno.
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Gaia Marcorelli
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Pubblicato il 14/11/2013

















