Passione GialloRossa - Il Lecce non allunga e perde il primato

Lecce - Trapani 1 - 2

 

Il Lecce non allunga e perde il primato
 
Per l’ottava giornata del girone di ritorno di Lega Pro, girone A, il Lecce ospita al Via del Mare il Trapani. Arbitra l’incontro Ghersini di Genova che ha già diretto i giallorossi in stagione ( 1^ giornata di ritorno, Cremonese – Lecce 1 – 1).
 
Le formazioni  Toma schiera il 4-2-4 con Benassi tra i pali, Martinez, Diniz, Ferrario e Tomi in difesa, capitan Giacomazzi e Memushaj a centrocampo, Chiricò, Bogliacino, Jeda e Falco in attacco. Anche Boscaglia utilizza lo stesso schema con Nordi tra i pali, Lo Bue, Pagliarulo, Filippi e Rizzi in difesa, Basso e Pirrone a centrocampo, Caccetta, Madonia, Abate e Mancosu in attacco.
 
Primo tempo  Inizia la gara e sono i padroni di casa a spingere il piede sull’acceleratore. Al 3’, Chiricò prova la conclusione in diagonale, ma il suo tentativo viene respinto in due tempi da Nordi. L’ottima partenza dei giallorossi si concretizza un minuto dopo: Jeda, approfittando del disimpegno errato di Pagliarulo, entra in area e costringe il difensore siciliano ad atterrarlo. Per l’arbitro non ci sono dubbi e decreta il penalty: sul dischetto si presenta Bogliacino che non sbaglia. Al 12’, il Lecce va vicino al raddoppio: approfittando di un passaggio errato degli ospiti, lo stesso Bogliacino serve Falco solo sulla sinistra, ma il giovane attaccante conclude rasoterra e il portiere siciliano respinge di piede. Gol mancato, gol subito. Al 22’, arriva il pareggio del Trapani: Abate serve Mancosu che, dopo essersi girato su se stesso, conclude verso la porta: la sfera, dopo aver toccato il palo, si infila in rete. Al 31’, gli ospiti vanno vicini al vantaggio: Madonia, dalla destra, effettua un diagonale che attraversa la linea di porta e si spegne a fondo campo. Al 37’, i giallorossi hanno la possibilità di riportarsi in vantaggio: Chiricò crossa al centro, Giacomazzi effettua un colpo di tacco sul quale l’autore del vantaggio salentino non ci arriva per un soffio. Senza concedere recupero, con qualche secondo di anticipo, Ghersini manda tutti a bere un the caldo.
 
Secondo tempo  La ripresa inizia con una conclusione in diagonale di Abate che viene respinta in angolo da Benassi; al 9’, su un cross di Tomi, Bogliacino colpisce di testa ma la sua conclusione è centrale e non crea problemi all’estremo difensore siciliano. Al 16’, il protagonista è sempre l’uruguayano che serve in profondità Jeda, ma l’attaccante spedisce fuori a porta vuota. Al 18’, lo stesso Bogliacino ha la possibilità di concludere in rete, ma il suo tiro non impensierisce Nordi. Al 21’, arriva la doccia fredda per il Lecce: Abate serve Mancosu che con un sinistro al volo insacca in rete. Al 26’, mister Toma opera la prima sostituzione inserendo Dramè al posto di Falco e al 36’, tentando il tutto per tutto, inserisce il rientrante Foti al posto di Ferrario. I due cambi non portano l’effetto sperato e, nonostante i vari tentativi, non riesce a raddrizzare le sorti dell’incontro. Dopo 4’ di recupero, l’arbitro manda tutti sotto la doccia.
 
Conclusioni  La buona partenza del Lecce lascia ben sperare, ma dopo aver subito il pareggio del Trapani, la squadra giallorossa va in balia dell’avversario che alla fine conquista una vittoria importante. La squadra di casa è apparsa imprecisa sotto porta non sfruttando le numerose occasioni avute da Bogliacino e Jeda che potevano indirizzare l’esito dell’incontro a loro favore. Migliore in campo Bogliacino che è entrato in molte azioni del Lecce e con la realizzazione odierna, raggiunge quota 8. Con questa sconfitta, il Lecce rimane a quota 44 e viene scavalcato dal Trapani che ora ha un punto di vantaggio sui salentini. I giallorossi, inoltre, dovranno guardarsi dal Sudtirol ( ora a -4 ) che ha già osservato il turno di riposo e ha una patita da recuperare. Per non fallire l’obiettivo della promozione in B, bisogna cambiare registro e mettere maggiore motivazione in tutti i 90 minuti. Nel prossimo turno, il Lecce ospiterà il Lumezzane, i siciliani attenderanno il Portogruaro.
 
E. Losavio
 

Pubblicato il 06/03/2013


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