Lecce - Teatro Koreja: I Cantieri come hotspot per i vaccini anti Covid

         Teatri, musei e cinema hotspot per vaccinare gli italiani. E’ questa la proposta che sta facendo molto discutere e che si sta facendo strada in tutta Italia a cui, per altro, hanno già aderito molte realtà culturali anche in Puglia. Pur se i ritardi nella consegna hanno causato una rimodulazione della campagna vaccinale, anche il Teatro Koreja ha dato la propria disponibilità all’ASL di Lecce offrendosi come luogo dove effettuare la vaccinazioni.

 

In senso generale – afferma Salvatore Tramacere, direttore di Koreja – i teatri, così come anche i cinema, sono i luoghi alternativi più idonei sotto un profilo logistico a poter garantire una gestione ordinata delle vaccinazioni. Ecco perché anche noi abbiamo dato disponibilità del teatro per l’attività di somministrazione dei vaccini alla cittadinanza. Sarebbe un modo per realizzare un virtuoso incontro tra la sanità, in questo momento in seria difficoltà e il mondo della cultura. Inoltre i Cantieri sono completamente accessibili, senza alcun tipo di barriera architettonica e godono di un ampio foyer: uno spazio ampio e sicuro che può ospitare circa 200 persone. L’arte ha sempre aiutato, curato e guarito; molti luoghi di cultura nel mondo, sono stati ospedali nei momenti peggiori della storia. Ci sembra giusto poterci rendere utili. Abbiamo sempre immaginato il nostro spazio come luogo della e per le comunità. Aperto, accessibile, vicino alle esigenze dei cittadini e questa ci sembra l’occasione giusta per dimostrarlo. La visione è sempre stata quella di un teatro che parta dall’uomo e a lui ritorni; un teatro come luogo dei diritti degli spettatori in quanto persone. Un luogo importante e “nuovo” dove accogliere la comunità. Da sempre promuoviamo la centralità dei linguaggi culturali come necessità dell’essere umano e in questo momento in cui i teatri sono chiusi e dimenticati, questa proposta ci offre la possibilità di rafforzarne il ruolo all’interno di un progetto culturale più ampio di welfare di comunità. Basta poco. Il teatro è politico se sa accettare le sfide del presente e della contemporaneità, se non si sottrae e non si piange addosso ma si “mette al servizio” e rilancia la sua funzione di luogo “aperto” simbolicamente e concretamente, anche là dove non avremmo mai immaginato di poter essere. La speranza, ovviamente, è che si possa tornare presto ad accogliere gli spettatori, ovviamente contingentati come succede nei negozi, nei supermercati e nei luoghi di culto, ma crediamo fortemente che anche questo sia uno modo importante per fare cultura”.

 

 

 

     
www.teatrokoreja.it 

Pubblicato il 02/02/2021


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