Gagliano - Minacciarono Sindaco ed assessori

Condanne leggere

 

GAGLIANO-  MINACCE A SINDACO E ASSESSORI: CONDANNE LIEVI

Antonio Pizzolante sarebbe il mandante degli atti intimidatori, eseguiti da Donatello Raona e da Angelo Greco. Il pm Antonio De Donno aveva chiesto 8 anni a testa, il gup ha ridimensionato le accuse 


  

Gagliano - Minacce di morte, scritte sui muri di casa, missive anonime culminate perfino con la profanazione della tomba di famiglia: tutto questo al fine di costringere gli amministratori comunali ad emettere alcune autorizzazioni per esercizi commerciali di proprietà della moglie e della sorella. Per questo è stato condannato a 3 anni di reclusione e 600 euro di multa Antonio Pizzolante, 45enne di Gagliano del Capo, accusato di essere il mandante degli atti intimidatori posti in essere dal febbraio a marzo dello scorso anno ai danni ai danni del sindaco di Gagliano, Antonio Buccarello, del vice sindaco Antonio Ercolani e dell’assessore Achille Romano. Per fare ciò si sarebbe avvalso della collaborazione di Donatello Raona, 23 anni, ed Angelo Greco, di 57, rispettivamente condannati a due anni ed un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa.

La sentenza è stata pronunciata ieri dal gup Nicola Lariccia nell’ambito del giudizio che si è svolto con rito abbreviato: il giudice ha molto ridimensionato le accuse contestate agli imputati, per i quali il pubblico ministero Antonio De Donno aveva invocato una pena di otto anni di carcere a testa. I tre erano stati arrestati il 27 giugno dello scorso anno, destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Vincenzo Scardia su richiesta del sostituto procuratore Francesca Miglietta: i reati ipotizzati dalla Procura erano quelli di violenza e minaccia a pubblico ufficiale, tentata estorsione commessa con modalità mafiose, danneggiamento, vilipendio di tombe funerarie e detenzione illegale di polvere da sparo. La Procura ha qualificato come tentata estorsione tutte le condotte criminose messe in atto dai tre, cioè le scritte di morte sulla casa dell’assessore Romano, le missive anonime e l’aver disegnato sulla tomba di famiglia del sindaco Buccarello il simbolo della Sacra corona unita, ma il giudice le ha riqualificate come minacce aggravate, facendo cadere la contestazione delle modalità mafiose. E’ stato giudicato con meno severità anche un altro episodio riportato nel capo d’imputazione, ossia un furto che avrebbero compiuto in casa di un concorrente di Pizzolante, residente a Castrignano del Capo: dopo essersi introdotti nell’abitazione durante l’assenza del proprietario, avrebbero portato via un aspirapolvere ed uno stero, per poi appiccare un incendio. Per il gup, che gli ha addebitato il furto, c’è da ravvisarsi il semplice reato di danneggiamento, in quanto l’incendio avrebbe procurato danni di lieve entità e le modalità di esecuzione sono state considerate rudimentali. E’ stata dunque premiata la linea difensiva degli avvocati Pasquale Corleto, Silvio Caroli, Luca Puce ed Ada Carolina Coluccello.
 

fonte: lecceprima.it

Pubblicato il 21/10/2009


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