Emergenza ulivi del Salento, la Regione vara nuove misure

 
Emergenza ulivi del Salento, 
la Regione vara nuove misure
 
 
Salento - La Giunta regionale della Puglia ha varato misure per l'emergenza ulivi in Salento: lo ha reso noto l'assessore all'agricoltura, Fabrizio Nardoni, al termine della seduta di ieri.
 
L'assessore ha sottolineato che i provvedimenti riguardano «la prevenzione, il controllo e l'eradicazione degli agenti responsabili del «Complesso del disseccamento rapido dell'olivo con particolare riferimento al patogeno da quarantena Xylella fastidiosa». «Si tratta - ha aggiunto - di un intervento che mira ad istituire un piano di azioni organiche per cui stiamo anche individuando le risorse. Di certo da oggi in poi metteremo in campo tutto il mondo della ricerca (il pool di esperti sarà composto da ispettori fitosanitari, agenti fitosanitari e personale tecnico opportunamente qualificato) affinchè assieme all'assistenza tecnico amministrativa si possa intervenire scientificamente e con ragionevole compiutezza sul fattore di rischio per un comparto di primaria importanza per l'agricoltura pugliese».
 
L'obiettivo è contrastare e arginare, nonchè arrestare il propagarsi dell'agente patogeno, non solo sulle piante di olivo, ma anche in altre piante ospiti in campi produttivi, in vivai, in campi sperimentali o in aree urbane. Dobbiamo finanziare la ricerca, e malgrado le acquisizioni scientifiche escludano una correlazione tra la presenza della malattia nella pianta rispetto al frutto e quindi la qualità dell'olio e delle olive da tavola, è fondamentale avviare uno studio approfondito non solo per salvare il patrimonio di ulivi della nostra regione e del Salento in particolare, ma anche per evitare che il batterio possa passare ad altre piante (mandorlo e oleandro)». 
 
«La Regione Puglia - ha proseguito Nardoni - ha agito con celerità e competenza attraverso il coinvolgimento diretto dell'Osservatorio fitosanitario regionale (e successivamente di quello nazionale). Ora però - ha concluso l'assessore - il Ministero faccia la sua parte individuando le risorse aggiuntive che serviranno a sbarrare le porte del paese al pericoloso batterio».
 
Fonte:quotidianodipuglia.it

Pubblicato il 30/10/2013


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