Extra Convitto 2021 a Lecce - presentazioni di libri, concerti e incontri in piazza per tutta l'estate

Dal 28 maggio e per tutta l’estate in Piazzetta Carducci a Lecce

Extra Convitto 2021 - Più lib(e)ri in Piazza

(Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria tramite WhatsApp 0832.37.35.76)

 

Per il secondo anno consecutivo il Polo biblio-museale di Lecce con Extra Convitto torna ad essere luogo attivo aperto costantemente al pubblico, agli autori, agli operatori culturali, agli editori e alle associazioni, ma soprattutto alle idee, sia attraverso una sala lettura en plein air aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 che mediante un palinsesto fitto di presentazioni, reading e molti altri eventi. 

Piazzetta Carducci a Lecce – nel cuore del centro storico e della movida – ospiterà infatti la seconda edizione del progetto, a cura di Mauro Marino e dello staff della Biblioteca Bernardini, con il patrocinio della Provincia di Lecce, che intende essere spazio di libertà progettuale, con un cartellone di iniziative pensato in divenire, capace e accogliente, in ascolto dei desideri espressivi e del fare autoriale in atto nel territorio. La Biblioteca esce così dai propri spazi, incontra la piazza, i ritmi del quotidiano dei cittadini e lo sguardo dei turisti, proponendo idee e incontri. 

La cultura è lo spazio che la ospita, la Biblioteca Bernardini, nella prima edizione avviata nel 2020 per rispondere alle limitazioni del primo lockdown, ha avviato un virtuoso sistema di “autogestione corale” degli spazi, potenziando e valorizzando, in corso d’opera, il dialogo con gli attori culturali ospitando - da maggio a ottobre - incontri, presentazioni, rassegne, festival, recital. 

In questa nuova edizione ExtraConvitto vuole essere motivo di una consapevolezza condivisa, “poeticamente collusa”, nel pensare la Biblioteca al servizio della comunità, uno spazio da costruire insieme giorno dopo giorno, riappropriandosi, con coscienza, dell’opportunità del tornare alla vita, per strada, in piazza a coltivare il desiderio di una cultura pienamente partecipata. Uscire in piazza vuol dire infatti condividere, confrontarsi e immaginare – insieme – nuovi spazi d’azione per la cultura e la crescita comune. E il Convitto conferma la sua vocazione di spazio di accoglienza e dialogo per le comunità, mentre nel Museo Castromediano prosegue l’impegno dell’Asl e della Regione Puglia con l’hub vaccinale, perché siamo convinti che i luoghi della cultura siano luoghi collettivi in cui curare il corpo e lo spirito. 

Qui di seguito trovereteil fitto calendario delle iniziative che si svolgeranno nelle prossime settimane, tra talk, presentazioni di libri e laboratori. Nelle prossime settimane comunicheremo i futuri appuntamenti. 

 

PROGRAMMA

Venerdì 28 maggio, ore 20.00 - APERTURA
I Venti anni di quiSalento edito dalla Cooperativa Espera
una festa per aprire ExtraConvitto 2021

Vent’anni sono una generazione, o giù di lì. E una generazione è importante, se non fondamentale, tanto per la custodia di un patrimonio quanto per la narrazione collettiva di un territorio. Lo è per quel bagaglio di ricordi e racconti, di fatti ed eventi che in due decenni hanno modificato il volto del Salento Con il numero uno, aprile-maggio 2001, iniziava l’avventura, nelle edicole, di quiSalento e iniziò la narrazione di una terra che, forse, all’epoca non era neanche pienamente consapevole del suo patrimonio materiale e immateriale. Quelle peculiarità che definiscono l’identità di un luogo e di chi lo vive, trovarono spazio tra le pagine della rivista e, sempre da queste, il Salento si mostrava nei suoi vitali slanci di cambiamento.

Sfogliando quei numeri di inizio secolo e millennio, ci si rende conto di quanto il Salento fosse diverso, di come sia cambiata la sua narrazione e la sua stessa percezione. Le cose cambiano, mutano, scorrono e, a volte, scivolano via per sempre se nessuno ne riconosce l’importanza. In tutti questi anni quiSalento ne ha afferrate molte all’ultimo momento, a volte ha aperto sipari su scenari inediti, altre ha richiamato l’attenzione su ciò che non andava. Perché se si decide di raccontare un territorio è bene farlo includendone le ombre e i chiaroscuri. Una cartolina piena di sole è, appunto, una cartolina e questa terra è bella anche, a volte soprattutto, per le sue ferite, le sue contraddizioni e i suoi paradossi. 

 

Venerdì 4 giugno, ore 20.00
Walter Spennato, Piccole storie finite male, Besa editrice, 2020

Piccole storie finite male chiude la quadrilogia dedicata ai piccoli omicidi "del cazzo", agli omicidi commessi con la penna per "futili" motivi. Infatti, nel discorso finale l'autore promette che cambierà, che non ammazzerà più nessuno. Giura che metterà a posto la pistola, che la riporrà per sempre in un cassetto. Ma la penna no! Continuerà a usarla. È una promessa? No, è un avvertimento! Questo è un libro molto particolare perché l'autore lo ha concepito pensando a un vinile o a una vecchia musicassetta L'autore immagina i suoi racconti come se fossero delle "tracce" musicali, per questo motivo le dispone sui due lati del libro. Per cui, una volta terminata la lettura dei racconti presenti nel lato A è sufficiente girare il libro, capovolgerlo e proseguire la lettura delle "piccole storie" raccolte nel lato B.

Sabato 5 giugno, ore 19.00// ore 21.00
Mario Desiati, Spatriati, Einaudi 2021

«A volte si leggono romanzi solo per sapere che qualcuno ci è già passato». Claudia entra nella vita di Francesco in una mattina di sole, nell'atrio della scuola: è una folgorazione, la nascita di un desiderio tutto nuovo, che è soprattutto desiderio di vita. Cresceranno insieme, bisticciando come l'acqua e il fuoco, divergenti e inquieti. Lei spavalda, capelli rossi e cravatta, sempre in fuga, lui schivo ma bruciato dalla curiosità erotica. Sono due spatriati, irregolari, o semplicemente giovani. Un romanzo sull'appartenenza e l'accettazione di sé, sulle amicizie tenaci, su una generazione che ha guardato lontano per trovarsi.

*a seguire*

Cantiga de la Serena, “La Mar”, DodiciluneShowcase

“La Mar” è una raccolta di canti appartenenti a diverse tradizioni musicali che hanno come motivo conduttore il mare, “la mar” in ladino.Un appuntamento particolarmente significativo in questo periodo storico non solo perché segna l'inizio di una nuova vita dopo la pandemia, ma anche perché vuole essere l'auspicio di una nuova convivenza civile e solidale in tutto il bacino del Mediterraneo.

L’ensemble pugliese, formato da tre musicisti d'eccezione, Giorgia Santoro, Fabrizio Piepoli e Adolfo La Volpe, da anni si dedica al recupero e alla rielaborazione della musica antica e tradizionale dei Paesi del Mediterraneo, promuovendo il dialogo culturale tra Occidente e Oriente.

 

Martedì 8 giugno, ore 18.50 
“Sette meno dieci” Trasmissione in diretta web dal Convitto Palmieri.
A cura di Pierpaolo Lala

*

Mercoledì 9 giugno, ore 20.00
Ludmann, “L’allineamento”, Albatros:
Letture a cura di Francesca Russo

Luciano e Lorelei sono sposati da tempo. Lui medico, lei insegnante di danza, conducono la solita vita di coppia che pian piano li trascina alla deriva. Non prevedevano però che uno strano allineamento planetario potesse sconvolgere la loro tranquilla quotidianità. Strani fenomeni si registrano in tutto il globo, ed il cielo, denso di aurore, sembra scombussolare anche gli esseri viventi. La dimensione del tempo si sdoppia, rendendo convergenti sfere temporali cronologicamente distanti. Lorelei incontra così un ragazzo che sembra somigliare al suo Luciano da giovane e lo stesso accade a lui con una giovane Lorelei piombata in una Londra in bilico fra il passato ed il presente. I due riscopriranno aspetti dimenticati l'un dell'altra e scopriranno anche se stessi. In mezzo ad una tempesta, sul mare, in un torrido giorno d'estate, i due si ameranno, dopo tanto tempo, di un amore intenso. Chissà cosa hanno visto...

Ludmann è lo pseudonimo di Gino Manno, musicista e pittore leccese, già componente dei Blow Up, la prima band salentina ad avere visibilità nazionale negli anni Settanta.

 

Giovedì 10 giugno, ore 20.00 // ore 21.00
Racconti d’esperienze:
La 167 rEvolution. La creatività è popolare: La sartoria sociale - Il racconto di un movimento a cura di Antonia Di Francesco

*a seguire*

Francesco Del Prete, “Cor Cordis”, Dodicilune, 2021

Nove composizioni originali per scoprire ciò che vive oltre la superficie delle cose e dell'essere umano e per andare al di là di ciò che l'occhio vede in "prima battuta" per approdare nel “Cor cordis”, il "cuore del cuore" del microcosmo che ci circonda. In alcuni brani il musicista, che alterna il violino acustico ed elettrico e si accompagna con loop station e suoni elettronici, è affiancato dalla voce di Arale - Lara Ingrosso, con cui condivide e cura anche la produzione musicale e artistica del disco, dal violoncello di Anna Carla Del Prete, dalla batteria di Diego Martino, dal sax soprano di Emanuele Coluccia, dal synth di Filippo Bubbico e dal trombone di Gaetano Carrozzo.

Francesco Del Prete inizia il suo percorso violinistico con gli studi classici per poi appassionarsi al mondo della musica etnica in generale e jazz in particolare, passioni che lo portano a ricercare sonorità inedite e modi alternativi di utilizzare lo strumento e di svelarne i lati nascosti anche attraverso l'utilizzo dell'elettronica. Il suo percorso musicale rievoca i nostalgici echi di un interminabile viaggio nella musica attraverso l’Italia, il Giappone, la Francia, la Grecia, la Germania, la Svizzera, la Slovenia.

 

Lunedì 14 giugno, ore 20.00
Canzoniere Grecanico Salentino, “Meridiana” showcase

Dodici tracce, come sono 12 le ore segnate dalla Meridiana, in cui passato e presente si sovrappongono.Il tempo del nostro Sud tra passato e presente, con la sua luce abbagliante e le ombre che ne derivano. Il tempo in cui tutto diventa astratto, persino l’empatia. Il tempo che ci culla nell’eterno ripetersi di giorno e notte, ma anche quello che ci rende schiavi della frenesia contemporanea. Il tempo della memoria e della resistenza. Dei sogni e dell’amore più puro. Il tempo dell’incertezza. Il tempo sospeso. Il tempo che dà il ritmo alla nostra musica, al nostro danzare in questo mondo.“Meridiana” è il racconto di un’unione, portata avanti in un anno difficile come il 2020, in cui il gruppo guidato da Mauro Durantesi è impegnato in uno sforzo collettivo enorme. I suoi formidabili compagni di viaggio Giulio Bianco, Alessia Tondo, Emanuele Licci, Silvia Perrone, Giancarlo Paglialunga, Massimiliano Morabito e il fonico Francesco Aiellosi uniscono a lui come singoli ingranaggi di un unico orologio creativo, ognuno con le sue caratteristiche. I temi dell’album ruotano attorno al concetto di tempo. A cominciare dalla particolarità del genere musicale, che traduce e attualizza per l’oggi una musica e un linguaggio ancestrali che arrivano dal passato. Tante sono

 

Martedì 15 giugno, ore 18.50 // 20.30 
“Sette meno dieci” Trasmissione in diretta web dal Convitto Palmieri.
A cura di Pierpaolo Lala

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Loredana De Vitis, “Il posto di Dio”, Collettiva, 2021. Presenta l’autrice Elisabetta Liguori

Lecce, fine anni Ottanta. Per Marta è tempo di cresima e di dubbi esistenziali. Mentre ne parla con la sua amica Lucia durante le prove del coro nella parrocchia di San Paolo, una vecchia statua di Gesù crocifisso perde un piede. È un segno? Marta se lo chiede osservando la giostra di eventi che, da quel momento, comincia il suo giro. Ci salgono le persone che le sono più vicine: la zia Roberta, con cui è cresciuta fin da piccolissima, orfana dei suoi; la vicina di casa Olga, che vorrebbe come madrina, e il marito Giuseppe; il suo ragazzo Riccardo, principale causa di quei dubbi; assieme a una piccola folla di altri personaggi che s’affacciano man mano nella storia. Tra bugie, sotterfugi, confessioni ed epifanie, Marta troverà la strada prima di tutto per non tradire se stessa.

Loredana De Vitisè nata a Lecce, dove vive tutt’ora, nel 1978 e nel 2014. Laureata in Filosofia, giornalista, lavora all’Università del Salento.

 

Mercoledì 16 giugno, ore 20.00presentazionecon Libreria Feltrinelli

Mattia Zecca, Lo capisce anche un bambino, Feltrinelli

“Un figlio è una scoperta che muta per sempre la geografia del tuo mondo.” E il mondo che questo libro invita a esplorare è quello raccontato dalla voce di un padre, ma osservato con gli occhi di Lorenzo e Martino, due bimbi che condividono la stessa cameretta, la stessa storia di amore, determinazione e cura e, soprattutto, gli stessi genitori: papà Mattia e papà Nicola. È la fantastica storia vera, insomma, di una famiglia come le altre: una famiglia felice che, convinta di essere trasparente, una tra le tante, scopre invece di essere invisibile. Perché se l’amore ignora sempre le leggi della fisica e della biologia, la legge talvolta, purtroppo, ignora l’amore. A Lorenzo e Martino, infatti, che di genitori ne hanno due, l’ordinamento italiano ne riconosce solo uno per ciascuno. L’altro, per le istituzioni, non è che un mero convivente. Lorenzo e Martino, per la legge italiana, non sono fratelli. “Per il nostro Paese noi siamo quattro simpatici coinquilini che si vogliono tanto bene e che, se trovassero un buon portiere, potrebbero formare un’ottima squadra di calcetto a cinque. Se solo papà Mattia e papà Nicola sapessero giocare a pallone. È questo il problema.” Mattia Zecca racconta una storia personale ma anche collettiva, che ci riguarda come figli prima ancora che come genitori, nel nostro diritto assoluto di essere visti per quello che siamo. E, in fondo, getta luce sull’unico senso intimo e universale del desiderio di costruire una famiglia: “Essere genitori è prima di tutto un’occasione: quella di essere i bambini che non siamo mai stati, o che non siamo stati abbastanza, o che non siamo stati come avremmo realmente potuto o desiderato. Essere genitori vorrebbe dire, insomma, tornare bambini, imparando a esserlo meglio.”

Mattia Zecca è nato a Lecce nel 1984. È un avvocato e vive a Roma. Questo è il suo primo libro.

Giovedì 17 giugno, ore 20.00
Racconti d’esperienze:
La 167 rEvolution. La creatività è popolare: I laboratori creativi

 

Venerdì 18 giugno, ore 20.00
Franco Ungaro, “A Est del palcoscenico”, Kurumuny 2021

Il libro raccoglie i racconti di viaggio pubblicati dall’autore su quotidiani e riviste. Racconti che testimoniano la dimensione e il valore di una pratica teatrale che si va smarrendo, consapevolmente o inconsapevolmente: le tournée teatrali come pratica di conoscenza, accumulo di saperi e tecniche, crescita professionale che si attua nell’incontro con l’Altro, sia esso artista, organizzatore o spettatore. I testi, raccolti in volume da Kurumuny, non sono recensioni critiche degli spettacoli proposti o visti in giro per il mondo, raccontano soprattutto relazioni e incontri con persone e contesti, fuori dal mainstream. Nascono dal desiderio di conoscere e condividere altre culture, di prendere lezione da chi era impegnato a innescare processi di cambiamento sociale e culturale, di incontrare artisti straordinari che lavoravano in condizioni di estrema difficoltà e che, nonostante ciò, hanno segnato e continuano a segnare la storia del teatro contemporaneo.

 

Lunedì 21 giugno, ore 20.00
Emma Margari, “Portami al sicuro”, I libri di Icaro, 2020

Ambientato nel Salento, “Portami al sicuro” è un romanzo al femminile fra tradizione ed evoluzione. È la storia di Irene, una donna di trentacinque anni, fuggita dal paese, da una madre remissiva e da un padre despota. Si trasferisce in città nell’illusione di rifarsi una nuova vita ma finisce con il perdersi dietro una storia sbagliata con il Lupo. L’incontro con la sua nuova vicina di casa, un’anziana signora sulla sedia a rotelle, Bianca, una donna capace di leggere la sofferenza negli occhi, cambierà la sua vita. Bianca decide di prendersi cura di Irene, aiutandola a uscire dai circoli improduttivi dell’infelicità.

 

Martedì 22 giugno, ore 18.50
“Sette meno dieci” Trasmissione in diretta web dal Convitto Palmieri.
A cura di Pierpaolo Lala

 

Giovedì 24 giugno, ore 19.30
Racconti d’esperienze:
La 167 rEvolution. La creatività è popolare: Artigianato e Turismo

 

Venerdì 25 giugno, ore 19.30
Elisabetta Liguori, “L’ultimo giorno di primavera”, LaCC 2020

Negli ultimi mesi del 2020 la Centrale delle Edizioni della Fondazione LaC o Le Monsi è aperta alla narrativa Cafausica con una prima edizione LaCCdal titolo L’ultimo giorno di Primavera di Elisabetta Liguori.Una piccola raccolta: solo due racconti, dei quali il corpo e la resistenza al cambiamento sono motore e ispirazione.

Se Lu Cafauso è un corpo, allora respira. Vive, si trasforma, muore e anche dopo continua a respirare. Di quel corpo arriva a noi sempre un’immagine essenziale, minima, residuale.  Arriva dopo, a volte molto dopo. In un corpo così ci si imbatte soltanto per attitudine; non accade mai per caso, per un’occasione prefissata, per un progetto o per una colpa.  Lo si incontra solo dove esiste una naturale inclinazione all’osservazione del dettaglio, al recupero dello scarto. L’osservazione scrupolosa è l’unica tecnica capace di rimetterlo al mondo, riposizionandolo altrove, dopo che tutto è cambiato. Sento di avere quell’inclinazione, fortuna o condanna. Dei corpi mi stupisce la resistenza. M’intenerisce così tanto e così tanto mi spaventa che sento immediata l’esigenza di liberarne la forza - e liberare me stessa - con una narrazione. Anche il corpo di mio padre è un corpo cafausico, lo è diventato nel tempo per spavento e tenerezza. Oggi posato altrove, racconta - e si lascia raccontare . Quel racconto è il suo respiro.

Lunedì 28 giugno, ore 20.00
Livio Romano, Niente da ridere, Fernandel 2021

Pubblicato per la prima volta nel 2007, “Niente da ridere” racconta le vicende di Gregorio Parigino ha trentacinque anni, una moglie che lo ama, un lavoro tranquillo, un'accogliente casa nuova col mutuo ancora da pagare nel ridente leccese. Gregorio ha una madre schizofrenica e una nonnetta centenaria, una cognata paranoica che gli si è trasferita in casa, due figlie e quattro nipotini da accudire, una candidatura alle elezioni amministrative di cui farebbe volentieri a meno e un gran bisogno di ansiolitici per sopportare il suo tran-tran. Gregorio ha un'amante che sembra la vita in persona, le gambe rotte e ogni intenzione di mettere ordine nella sua esistenza nell'arco di una primavera. Una commedia irresistibilmente amara, il grande affresco esilarante, imprevedibile, malinconico di un Sud lontano da ogni stereotipo. Il romanzo di una generazione che rischia di farsi scivolare tra le dita il diritto a un attimo di felicità.

 

Martedì 29 giugno, ore 18.50
“Sette meno dieci” Trasmissione in diretta web dal Convitto Palmieri.
A cura di Pierpaolo Lala

 

Mercoledì 30 giugno, ore 19.30
Maria Francesca Giordano, “Profumo di tabacco”, Esperidi 2020

Su e giù nel tempo, avanti e indietro nella vita, dentro e fuori i ricordi: è un vero e proprio viaggio nella memoria quello che Antonio compie nel giardino della casa natale. Vi è giunto in gran fretta, dopo il lungo viaggio da nord a sud, per poter salutare l’anziana madre in fin di vita. Il dolore per l’imminente distacco diviene motivo e pretesto, per impilare, come libri sgualciti ma ancora buoni da leggere, ricordi e fatti del passato, quelli che hanno reso il protagonista l’uomo che è in quell’ “oggi” quasi sospeso. Nel volo narrativo radente e veloce, Antonio ricompone volti, voci e luoghi, ma, soprattutto, recupera dogmi ed esperienze utili per il cammino che lo attende.

Maria Francesca Giordanoè docente di lettere, madre e lettrice appassionata. Nel 2000 esordisce con la raccolta di versi “Ho parlato ai fiori” (Acustica ed.). Nel 2020 si misura con la prosa pubblicando per i tipi di Esperidi il romanzo “Profumo di tabacco”

 

 

Pubblicato il 28/05/2021


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