Leuca - Ex Colonia Scarciglia

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Leuca - Ex Colonia Scarciglia

La partita è ancora aperta

17/07/10
Leuca - Ex Colonia Scarciglia

 LEUCA  - IL GRUPPO «IGECO» RILANCIA
  «Colonia Scarciglia la partita è ancora aperta» 


LEUCA. «Sulla colonia Scarciglia la partita è ancora aperta, ancora è tutto da decidere».  Il gruppo Igeco, che fa capo all’imprenditore salentino Tommaso Ricchiuto, rilancia dopo l’ultima decisione del Consiglio di Stato che ha autorizzato la Provincia a non procedere alla stipulazione del contratto per i lavori all’ex colonia antitubercolare. Si tratta dell’immobile sorto nel 1928 sul promontorio di Punta Meliso, passato nel 1996 dal Demanio alla Provincia. Dopo una gara bandita da Palazzo dei Celestini, la Apuliae che fa capo alla Imsi di Roberto Colanninno presentò un progetto per la realizzazione di un albergo extralusso a cinque stelle con annessa beauty farm.   Contro l’assegnazione ricorse il gruppo Igeco che si vide dare ragione dai giudici di Palazzo Spada, ma la Giunta provinciale presieduta da Antonio Gabellone, dopo una parentesi legata a una vicenda giudiziaria per abusivismo che ha portato all’assoluzione di tutti gli imputati, l’anno scorso decise di annullare la gara ritenendola   viziata dove bisognava garantire la pubblica utilità del bene.  «Lungi dal pronunciare la parola fine sotto la vicenda - sostengono dalla Igeco - il Consiglio di Stato si è limitato a sospendere, in sede cautelare, l’eventuale stipula del contratto con il nostro gruppo, in attesa della decisione definitiva sull’istanza della Provincia, il cui esito è ancora tutto da verificare. L’epilogo della vicenda connotato dalla pervicace ostinazione della Provincia a sottrarsi all’esecuzione di puntuali provvedimenti dell’autorità giudiziaria anche a mezzo di onerosi contenziosi, è pertanto rimandato alla decisione di merito. Oggi la questione non è stata risolta né a favore di uno né dell’altro dei contendenti, né tantomeno l’immobile conteso è stato riconsegnato alla Provincia». Una battaglia, dunque, lontana dalla conclusione. «L’ordinanza del Consiglio di Stato dà atto che, allo stato, c’è la possibilità di richiedere il risarcimento del danno, avendo come presupposto – concludono – l’aggiudicazione della gara allo stesso gruppo».

mauro ciardo

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