PROSEGUE NEL MUSEO CASTROMEDIANO DI LECCE FINOAL 31 AGOSTO - OPERE IN CANTIERE -

Home » Dal Salento »

PROSEGUE NEL MUSEO CASTROMEDIANO DI LECCE FINOAL 31 AGOSTO - OPERE IN CANTIERE -

04/07/19
  PROSEGUE NEL MUSEO CASTROMEDIANO DI LECCE FINOAL 31 AGOSTO - OPERE IN CANTIERE -
 
 
PROSEGUE NEL MUSEO CASTROMEDIANO DI LECCE FINOAL 31 AGOSTO “OPERE IN CANTIERE”, UN PROGETTO CORALE SUL DESIGN MADE IN PUGLIA 
 
 
 
Opere in cantiere è la sezione del Museo Castromediano dedicata al merchandising identitario, modello di raccolta di produzioni creative, capaci di narrare i simboli e le vestigia dell’arte di un territorio. Il design contemporaneo può diventare azione positiva nel suo incontro con le collezioni ed i simboli del passato. Il primo risultato del progetto "Merchandising museale", che il Teatro Pubblico Pugliese ed il Polo biblio-museale di Lecce stanno realizzando, sarà l’esposizione di opere inedite di design in occasione della riapertura del Museo, selezionate grazie a una call pubblica e a una commissione nazionale. Il progetto è coordinato da Ettore Bambi. 
 
 
 
Ventinove sono le produzioni, valutate e selezionate da una giuria nazionale che ha sì redatto una graduatoria delle opere, ma ha poi richiesto di esporle totalmente, perchè – a dichiararlo è il Presidente della Commissione Arturo Dell'Acqua Bellavitis, che presiede il Triennale design Museum di Milano – “Tutte le opere hanno ben risposto alla chiamata del genius loci, e in molte di loro ci sono spunti originali per un sapiente merchandising".
 
Un buon inizio, anche secondo un altro commissario, il direttore della rivista d’arte contemporanea Artribune Massimiliano Tonelli: "Sì, è stata interessante questa prova generale del design pugliese in vista dell'apertura di bookshop museali che, nelle previsioni, dovrebbero essere assai diversi da quelli consueti, incentrati sulla capacità di raccontare il territorio con opere di inedito merchandising". 
 
Esperienza originale anche per l'altra Commissaria Cinzia Dal Maso, direttrice di Archestorie.it, autrice di saggi di successo sulla nuova comunicazione museale: "Ci aspettavamo un maggior utilizzo dei materiali locali - pietra leccese, ceramica, cartapesta - me nel complesso le idee sono molto buone, ed è di rilievo la strategia  della Regione e del direttore De Luca: un Museo come il Castromediano deve diventare punto di riferimento per i cittadini tutti: luogo della conoscenza delle eccellenze passate e presenti".
 
 
 
LE OPERE IN MOSTRA
 
 
 
Menzioni della Commissione per le prime sei opere: la "Trozzella" di Giuseppe Schirone - originale reinterpretazione del vaso messapico costituito da otto elementi di cartone ad incastro tagliato a laser, che secondo i commissari "ha elevate potenzialità commerciali"; "Vita" della Fondazione le Costantine, manufatto esemplare di cotone e lino realizzato da sette donne artigiane; quindi le collane gastronomiche del progetto "Addosso" di Tommaso Santoro Cayro e Giuseppe Sardone, un PIN della Regione Puglia, "idea geniale", secondo la Commissione, in quanto "mescola i mondi del fashion, dell'artigianato, della gastronomia e del territorio"; menzione anche per "L'Arazzo dell'Archeonauta" di Elisabetta Liddi, grande ciotola concava realizzata mettendo insieme oggetti di uso comune, corde e filati di canapa e cotone, pezzi di spago serviti un tempo a chiudere scatole e pacchi di merci, alimenti, doni; e per la "Gabbia-Libreria" di Kubiko, oltre due metri di massello di abete autoportante che assegna ai libri il ruolo di punti cardinali, "un credibilissimo arredo che mette assieme l'impatto visivo con una spiccata funzionalità", secondo la Commissione; per finire, il "Flusso", l'antico ‘scanno’ panca di pietra e legno regolata dalle onde del mare, che richiama " l'ancestrale tradizione di accoglienza dei popoli pugliesi".
 
Poi di seguito tutte le altre opere: "Attracco" di Schiavone-Delapierre-Caramia, un vassoio stratificato che riporta ad una imbarcazione; "Splinted lumen" di Archistart, dove le luci del Salento diventano il rosone di Santa Croce ricomposto; "Memorie di un vaso" di Giuseppe Oronzo de Cataldo per Orodè Deoro, un mosaico ceramico con stucchi e ferro ispirato ai vasi antichi del "Castromediano"; i "Mosaici del Paradiso" di D'Aquino e Morgante, singolare unione fra design e fotografia ispirata ai mosaici di Casaranello; "Fermacarte Castromediano" di Stella Ciardo, riproduzione singolare a mezzo busto del ritratto del Duca presente nel Museo; "Popsultan" di Monica Righi, vaso ispirato alla grande tradizione della maiolica e della ceramica policroma meridionale; "For-mare" di Santoro Cayro e Sardone, una cantinetta dedicata al mare pugliese con inserti in rame e carta ricilata; "Sorgenti" di Salvatore e Dario Giancane, sculture curve di ferro che si proiettano dal mare al cielo; "Lux aurea" di Alessio Spampinato, un originale corpo illuminante di ottone e lamiera in buona parte realizzato in 3 D;"Ri-tagliami" di Pietro Clemente e Giulio Toriello, vassoio in faggio che richiama la tavolozza di un pittore o la tela entro la cornice; "Tutù professionale " di Elena Cretì, che richiama il cigno nero di Cajkovskij e lo spendido esemplare che apparve a Ugento nel 2017; "Sparkling sea" di Archistart, ancora luminarie rivisitate ad interpretare i fari ed il mare pugliesi;"La trozzella, acqua e luce del Salento" di Torquato Parisi, elemento storico salentino che si carica di luce e colori;"Sigismondi" di Antepop grafica, elaborazione grafica di una fotografia del busto del Duca;"Vas" di Vincenzo e Maria Felicita Achille, vassoio tagliere di rovere nei cui fori si posizionano bottgilie e bicchieri;"Sig(h)!" di Stefano Bergamo, che rivisita in chiave fumettistica e popolare i reperti archeologici del Museo;"Portagioie" di Daniele Lanzillotto, in preziosa pietra leccese con finitura di palissandro; "La tarantata" di Massimiliano de Giovanni, che rappresenta la danza di una coppia di ballerini di pizzica, in pietra leccese, terracotta, pietre dure, cristalli; "Memorabilis Apulia" di Francesca Fossati, stilista che ha realizzato guanti a telaio che raccontano di mani artigiane dell'Ottocento;"Cip-certe sere..." di Lorenzo Gemma, lampada narrante da veranda che racconta di stagioni e migrazioni; "Rigo di mare" di Valentina D'Andrea, lampada a frange d'acqua azzurra che sanno di miti, venti e sale marino;"Navigante" di Bruno Maggio, lampada da muro in forma di barca realizzata in legno multistrato e terracotta;"Souvenir du Salento-Liama 02.1" di Roberto Quaranta, oggetto in rame e nastrini ispirato alle campagne di ulivi, alle piazze in festa, alle case di pietra.
 
 
 
L'esposizione Opere in cantiere è visitabile tutti i giorni, fino al 31 agosto, dalle 9 alle 24, tranne il lunedì dalle 14 alle 24. 
 
 
 
 
 
 
 
 

Questo articolo è stato commentato 0 volte

Vuoi aggiungere un commento? Clicca qui
Leuca Web - È vietata la riproduzione dei contenuti di questo sito - Cookies Policy