IL SUONO DELL’ASSENZA. VARIAZIONI SUL DOLORE

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IL SUONO DELL’ASSENZA. VARIAZIONI SUL DOLORE

sabato 2 marzo - ore 18:30 Ex Conservatorio Sant’Anna via Libertini 13 – Lecce Ingresso libero

25/02/19
 IL SUONO DELL’ASSENZA. VARIAZIONI SUL DOLORE
sabato 2 marzo - ore 18:30
Ex Conservatorio Sant’Anna
via Libertini 13 – Lecce
Ingresso libero
Info 3278830322
elena.gigante@uniroma1.it
 
IL SUONO DELL’ASSENZA. VARIAZIONI SUL DOLORE
 
La psicoterapeuta, psicoanalista junghiana e compositrice salentina Elena Gigante presenta il suo saggio, appena uscito per Moretti e Vitali, casa editrice bergamasca che promuove studi junghiani e ricerche nell’ambito della cosiddetta “medicina umana”. Durante l'incontro - moderato dal medico e psicologo analista Stefano Benegiamo - l'autrice dialogherà con Giuseppe Riefolo (psichiatra e psicoanalista), Roberto Salati (psichiatra e psicologo analista) e Francesco D’Orazio (violinista, vincitore Abbiati Prize 2010).
 
Sabato 2 marzo (ore 18:30 - ingresso libero) nell'Ex Conservatorio Sant'Anna di Lecce si terrà la presentazione del volume "Il suono dell’assenza. Variazioni sul dolore" della psicoterapeuta, psicoanalista junghiana e compositrice salentina Elena Gigante. Dialogheranno con l’autrice Giuseppe Riefolo (psichiatra e psicoanalista), Roberto Salati (psichiatra e psicologo analista), Francesco D’Orazio (violinista, vincitore Abbiati Prize 2010). Modera Stefano Benegiamo (medico e psicologo analista). 
 
Alternando un linguaggio teoretico a uno più immaginifico, nel libro - pubblicato da Moretti e Vitali, casa editrice bergamasca che promuove studi junghiani e ricerche nell’ambito della cosiddetta “medicina umana” - l’autrice riflette sulle multiformi possibilità di trasformazione del dolore. L’assenza – di qualcuno o di qualcosa – è descritta come una condizione che accomuna tutti gli esseri umani, non solo in riferimento a esperienze traumatiche (per esempio malattie o lutti), ma anche in relazione all’esistenza stessa. Il suono dell’assenza appare costruito musicalmente come un insieme di variazioni su tema: immagini, parole, fenomeni, dinamiche ed esperienze cliniche. La seconda parte del saggio è orientata a una declinazione applicativa dell’assenza, attraverso il concetto di densità. Facendo dialogare la psicologia analitica di Carl Gustav Jung con alcuni contributi storici di una peculiare corrente della psichiatria, definita “fenomenologica”, emerge l’aspetto più scientifico e speculativo della formazione di Elena Gigante, caratterizzata non solo dagli studi di musica e psicoanalisi, ma anche da un dottorato in Neuroscienze. 
 
Diplomata in pianoforte e laureata con lode in Psicologia clinica presso la Sapienza, Membro del Centro Italiano di Psicologia Analitica e dell’International Association for Analytical Psychology, la giovane analista leccese si è formata principalmente a Roma, svolgendo attività di ricerca anche presso la Fondazione Santa Lucia, istituto d’eccellenza per la ricerca neuroscientifica e la riabilitazione neuropsicologica. La formazione poliedrica di Gigante confluisce in questo saggio che accosta diverse prospettive del sapere, spaziando dalla psichiatria alle neuroscienze, dall’arte alla psicologia analitica – termine utilizzato per differenziare la prospettiva junghiana dalla psicoanalisi classica freudiana. Il libro è dedicato al compositore contemporaneo Salvatore Sciarrino e a Mario Trevi, psicoanalista che tra i primi ha contribuito alla diffusione della cultura junghiana in Italia, fondatore insieme a un gruppo di intellettuali – tra cui Federico Fellini e Natalia Ginzburg – del Cipa (Centro Italiano di Psicologia Analitica) e dell’Aipa (Associazione Italiana di Psicologia Analitica). La dedica a Trevi è peraltro impreziosita dal saggio introduttivo, Il museo del silenzio, del figlio Emanuele, scrittore e critico letterario.
 
Vera protagonista del saggio resta comunque la musica, considerata una metafora viva della psiche stessa. Non a caso la presentazione del libro sarà affidata ad autorevoli rappresentanti nazionali e internazionali della cultura psicoanalitica, freudiana e junghiana, ma anche a un musicista d’eccezione quale il Maestro Francesco D’Orazio, insignito del prestigioso premio Abbiati come “Miglior Solista” – unico violinista italiano a ricevere questo riconoscimento dopo Salvatore Accardo. D’Orazio ha tenuto concerti in tutto il mondo, esibendosi tra l’altro al Festival di Salisburgo, alla Royal Albert Hall, alla Philarmonie di Berlino, al Teatro alla Scala e al Festival di Tanglewood. Ha effettuato registrazioni discografiche per Decca, Hyperion, Stradivarius, Amadeus. Ha suonato con la London Symphony, l'Orchestra dell'Accademia di Santa Cecilia, l’Orchestra Filarmonica della Scala, la BBC Symphony Orchestra, i Berliner Symphoniker, la Shangai Philarmonic, la RAI di Torino, la Filarmonica di Nagoya, l'Orchestra del Teatro La Fenice di Venezia diretto, tra gli altri, da Lorin Maazel, Hubert Soudant, Sakari Oramo, Ingo Metzmacher e Luciano Berio. Numerosi compositori hanno scritto per lui lavori per violino e orchestra, tra cui Ivan Fedele, Terry Riley, Michele dall'Ongaro, Michael Nyman, Brett Dean, Vito Palumbo, Fabio Vacchi, Luis De Pablo, Gilberto Bosco, Marco Betta. Il Maestro D’Orazio suona un violino di Jean Baptiste Vuillaume del 1863 e il Giuseppe Guarneri “Comte de Cabriac” del 1711. Il dialogo tra psicoanalisi e arte – non solo musicale, ma anche, per esempio, cinematografica – sarà animato anche dalla presenza di Giuseppe Riefolo, psichiatra psicoanalista, membro ordinario della Società Psicoanalitica Italiana e dell’International Psychoanalytical Association. Consulente scientifico di Nanni Moretti e regista a sua volta di documentari a tema psicoanalitico, Riefolo ha pubblicato tra l’altro Isteria e campo della dissociazione (Borla, 2006), Le visioni di uno psicoanalista (Antigone, 2008), Al cinema dallo psicoanalista (Borla 2015), Psichiatria prossima (Bollati Boringhieri, 2001), Il film di cinquanta minuti (Antigone, 2015). Lo psicoanalista freudiano si confronterà con il collega junghiano Roberto Salati, neurologo, psichiatra, Dirigente presso la Asl di Reggio Emilia, membro del Comitato direttivo dell’Aipa, cultore di lingue orientali e intellettuale raffinato. Modera il dibattito Stefano Benegiamo, anch’egli membro dell’Associazione Italiana di Psicologia Analitica e dell’International Association for Analytical Psychology. Medico leccese, analista e conduttore di Gruppi Balint, Benegiamo, come l’autrice del saggio, dopo lunghi anni di formazione, nazionale e internazionale, è tornato a vivere e lavorare a Lecce. 
 
Elena Gigante (1984) è psicologa clinica e analista, membro del Centro Italiano di Psicologia Analitica, all’interno dell’International Association for Analytical Psychology. Ha conseguito un dottorato in Neuroscienze presso l’Università “Sapienza” di Roma e ha svolto attività di ricerca anche presso l’Università del Salento, l’Università “Foro Italico” e la Fondazione “Santa Lucia” di Roma. Il suo principale interesse di ricerca ruota intorno al sonoro, esplorato attraverso differenti prospettive epistemologiche ed esperienziali. Autrice di saggi e articoli scientifici, affianca all’attività analitica la ricerca musicale. Dopo il diploma in Pianoforte (Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, a.a. 2004-05), ha sperimentato la composizione elettroacustica in contesti extra-accademici internazionali (e.g. Darmstadt 2016; Vienna 2017).
 
Ufficio Stampa
Società Cooperativa Coolclub

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