Le Bagnarole

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Le Bagnarole

Storia di uno dei simboli di Leuca

17/01/09
Le Bagnarole

Le Bagnarole

Una delle singolari costruzioni che si notano a Leuca lungo la spiaggia che dallo scalo di Salignano va verso Punta Omo Morto, è la “Bagnarola”. È una tipica struttura in pietra o in legno costruita sulla scogliera, in prossimità del mare, che serviva come ambiente riservato per coloro che volevano farsi il bagno. Veniva utilizzata come “cabina” per spogliarsi, per riposarsi dal sole e rimanere così lontani dagli sguardi curiosi dei bagnanti. Un senso di pudore avvolgeva le anziane signore e anche le giovani che preferivano la privacy della bagnarola chiusa al mare aperto solcato da poche imbarcazioni e frequentato da bagnanti in cerca di refrigerio.
Ogni famiglia, proprietaria di villa, generalmente aveva la sua bagnarola in pietra o in legno. Quella in pietra, che poteva essere di forma circolare o a pianta esagonale, riproduceva lo stile architettonico e i colori della villa di appartenenza.
Quelle in legno avevano forme varie, ma generalmente quadrangolari o rettangolari. Erano chiuse ai lati con possibilità di (finestrini) e con una cupoletta nella parte superiore con funzione di raccordo e anche di elemento ornamentale.
Lungo la spiaggia, inoltre, vi erano delle escavazioni naturali o artificiali, ma poco curate, che servivano come “bagnarole” per chi non aveva altre possibilità per un bagno riservato ma soprattutto più sicuro.
Sulla base dell’utilizzo di queste strutture naturali o artificiali, si può parlare di una tipologia di bagnarole.
1. La conca. Una fossa tra scogli in riva al mare che veniva utilizzata da chi non sapendo nuotare andava alla ricerca di un posto sicuro. Oltre a questa “buca” naturale, vi erano anche conche artificiali, accenni cioè di escavazioni più ampie ma poi abbandonate. Possiamo dire che la conca era la bagnarola del popolo.
2. la bagnarola scoperta. È una specie di vasca da bagno scavata nella scogliera, generalmente a forma quadrangolare. Quasi tutte hanno una scaletta per scendere in acqua. Il mare entra attraverso due cataletti e raggiunge un livello molto basso per cui possono fare il bagno sia i bambini che gli adulti che non sanno nuotare. In origine queste bagnarole erano riservate per cui molto difficilmente ci si poteva introdurre. Ognuna aveva il nome del proprietario . oggi sono di dominio pubblico e vengono utilizzate da coloro che per vari motivi non possono farsi un bagno nel mare aperto. Queste bagnarole appartenevano a famiglie di livello sociale medio.
3. Bagnarola di legno. Scavata in prossimità della riva secondo gli schemi più comuni; forma quadrangolare, cataletti di accesso al mare e scalette di pietra, costituiva la base per la copertura in legno. In pratica la parte inferiore, cioè, la base, aveva l’acqua, poi il piano di legno con scalette per scendere in acqua, quindi le parti laterali tutte in legno che chiudevano la struttura. La funzione della bagnarola in legno era quella di creare un ambiente privato, riservato e riparato dal sole. Queste bagnarole oggi non esistono più. Sono state attive fino agli anni sessanta. L’ultima fu quella della famiglia Arditi. Anche queste bagnarole avevano il nome del proprietario della villa di appartenenza. Generalmente questo tipo di bagnarole era riservato per le famiglie dell’alta borghesia. C’è da osservare che la struttura veniva montata agli inizi della stagione estiva e tolta con le prime mareggiate ai primi di ottobre.
4. Bagnarole di pietra. La struttura fondamentale è la stessa: una parte della scogliera scavata in forma quadrangolare con due cataletti di accesso al mare. Coperta da una costruzione in pietra si accedeva da una porta laterale che immetteva su di una pianerottolo da cui si scendeva in acqua attraverso una scaletta in pietra. Compito della struttura era quello di offrire la possibilità di spogliarsi e di avere un ambiente tutto privato. Quindi una cabina che garantiva un bagno al coperto, senza essere visti da nessuno e mantenersi così con il colore della pelle mai baciata dal sole. Generalmente aveva una forma circolare, esagonale o anche dodecagonale. Collocata appunto in riva al mare, quasi sempre di fronte alla villa di appartenenza. Cioè i proprietari delle ville potevano permettersi il lusso di riservarsi un pezzetto di costa e costruire la loro nobiliare cabina secondo lo stile e il colore della propria villa. Era un segno di “proprietà” e di “identificazione”. Queste costituivano anche il segno della nobiltà. Oggi sono rimaste solo tre bagnarole in pietra, due grandi, quella della villa Meridiana e quella della Villa Fuortes che si trovano di fronte al Terminal e una piccola, costruita sulla scogliera non scavata, nelle vicinanze del pontile (ex molo degli Inglesi)

Dei quattro tipi di bagnarole utilizzate nei tempi passati, oggi si possono notare le “conche” naturali, le escavazioni quadrangolari con i cataletti di accesso al mare e le bagnarole in pietra. Delle bagnarole in legno si ha solo il ricordo. Quelle in pietra costituiscono ormai un monumento “storico” che va salvaguardato.

A.C. Morciano


 

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